Il nuovo rettore della Luiss: vivo a Pescara, amo la città

Andrea Prencipe, 50 anni, si è laureato alla D’Annunzio: «Qui sto benissimo È l’unico posto insieme a Vancouver ad avere insieme mare e montagna»
PESCARA. Classe 1968, Andrea Prencipe, professore ordinario di Organizzazione e Innovazione, dal 18 giugno scorso è il nuovo rettore dell’università Luiss Guido Carli di Roma.
Un prestigio che inorgoglisce tutta la regione, poiché Prencipe, che è di origine pugliese (è nato a Manfredonia), è ormai un pescarese di adozione. Già, poiché non solo dal 2003 si è stabilizzato a Pescara, ma ancora prima di quella data si era spostato dal suo paese per venire a studiare all’università Gabriele d’Annunzio di Pescara, iscrivendosi alla facoltà di Economia e commercio, in cui poi si è laureato.
Orgoglio doppio, dunque per Pescara, che non solo ha tra i suoi cittadini il rettore di una delle più titolate università del mondo, ma è stata anche la città in cui Prencipe si è formato da un punto di vista accademico.
Un testimonial che dà lustro all’intero Abruzzo. Con un orgoglio che anzi si triplica, in quanto poi Prencipe, di cui una nonna è orginaria di Pollutri, nel vastese, ha anche insegnato alla d’Annunzio, dal 2003 al 2011, Economia e gestione delle imprese e Management dell'innovazione. Università in cui, nel 2006, è diventato professore ordinario.
Professor Prencipe, come nasce questo legame con Pescara?
Quella di andare a studiare all’università d’Annunzio fu una scelta dettata da una situazione contingente: avevo dei parenti in città. Dopo aver preso la laurea, mi sono trasferito alla Scuola Sant’Anna di Pisa, per un master, ma poi sono tornato di nuovo a Pescara per svolgere il servizio militare. Ero nell’Aeronautica. Insomma, Pescara a un certo punto diventa il suo punto fondamentale. Sì, per una serie di motivi. Pescara è la città in cui ormai mi sono radicato, visto che vivo stabilmente qui, anche se mi muovo spesso. Inoltre mia moglie insegna in un istituto superiore di Pescara e uno dei mie due figli, il secondo, è nato a Pescara. Calcolando, credo che sia la città in cui ho vissuto più anni.
Come giudica Pescara, anche alla luce del fatto che lei ha girato l’Italia e l’Europa, dato che ha preso un dottorato nel Sussex, e, oltre ad aver insegnato a Modena, è stato Visiting Professor in Olanda e relatore in università prestigiose, come quella di Harvard?
Pescara è una città bellissima, caratterizzata da un’altissima qualità della vita. Ed è vivibile: potrei girarla tutta, andando a piedi. È una città che ha grandi potenzialità. Le racconto poi questo: tempo fa abbiamo avuto ospite qui da noi un collega di Vancouver, il quale pensava che la sua fosse l’unica città al mondo ad avere insieme mare e montagna. Gli ho detto che c’è anche Pescara.
Infatti è una regione, l’Abruzzo, dove si può sciare e nuotare in mare.
Sa qual è il mio sogno? Quello di andare a sciare l’ultimo giorno dell’apertura degli impianti sciistici e poi scendere giù per andare a fare il bagno in mare. L’Abruzzo, per questo, dovrebbe fare marketing territoriale e puntare anche sul turismo culturale. Pescara, per esempio, anche da questo punto di vista è già molto attiva. Basti pensare che fra un po’ comincerà il festival del Flaiano e poi, sul finire dell’estate, ci sarà il Fla Pescara festival.
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