«Il nuovo stadio Adriatico sarà pronto entro 3 anni»

26 Ottobre 2016

Alessandrini parla dei grandi progetti per la città e svela le iniziative in corso Poi annuncia: «Sono disponibile a ricandidarmi alla fine del mio mandato»

PESCARA. «Il nuovo stadio Adriatico sarà pronto entro tre anni. Pescara non può rinunciare a questa opera che farà risparmiare e porterà nuova occupazione». Marco Alessandrini, all’indomani della riunione che ha segnato una svolta per la realizzazione del nuovo impianto sportivo futuristico dal costo di 40 milioni di euro, torna a parlare del progetto sul quale si sono già pronunciati favorevolmente tutti i soggetti coinvolti. Compresa l’Invimit, la società immobiliare del ministero dell’Economia che dovrebbe tirare fuori tutti i soldi. Ma in questa intervista al Centro, alla presenza del suo braccio destro, il direttore generale Pierluigi Caputi, il sindaco affronta anche altri argomenti, dalle opere incompiute della città, alle emergenze sociali, fino ai problemi di sicurezza registrati in alcune zone calde. Poi confessa a sorpresa ciò che intende fare in futuro. «Io non ho problemi a correre di nuovo per il posto di primo cittadino alla scadenza del mio mandato nel 2019», dice.

Sindaco, cominciamo dallo stadio. È veramente necessario spendere tutti quei soldi per realizzare un nuovo impianto sportivo?

«La prima cosa da chiedersi è: lo stadio si farà? Io penso proprio di sì. Inizialmente, le posizioni della Lega di B e della Soprintendenza alle belle arti, che ha vincolato l’attuale impianto sportivo, erano distanti. Ora, con il nuovo responsabile dell’ente è stato aperto un dialogo costruttivo. Sono in ballo le questioni delle Colonne di Piccinato, che vanno valorizzate e della forma dell’impianto, che dovrebbe essere ellittica».

Ma quali saranno i vantaggi con la nuova opera?

«Attualmente lo stadio costa al Comune, e quindi alla comunità, un milione di euro l’anno di manutenzione. Vogliamo esternalizzare l’impianto per sgravare la città di questa spesa. Un nuovo impianto del genere genererà anche delle prospettive occupazionali, darà lavoro ad oltre 200 persone».

In compenso, è ancora tutto fermo per la riqualificazione delle aree di risulta.

«C’è un parallelismo con il nuovo stadio, perché anche per riqualificare le aree di risulta si spenderanno 40 milioni. Ora per l’ex stazione è stata avviata la Vas (Valutazione ambientale strategica) che è prodromica del passaggio in consiglio comunale. Vogliamo arrivare entro il prossimo anno a pubblicare il bando, per poi mettere la prima pietra».

E le altre opere incompiute sparse in tutta la città?

«Nei giorni scorsi è arrivato a Pescara Luca Lotti, il quale ha confermato i finanziamenti previsti per le città che hanno partecipato al bando per la riqualificazione delle periferie. Pescara avrà 18 milioni, di cui 3 per completare la strada Pendolo. Per quanto riguarda l’ex Omni (l’immobile di via del Circuito una volta sede dei vigili), manca un milione per completare i lavori, ma è già prevista l’assegnazione alla società Pescara energia. L’ex Cofa, invece, è destinato ad ospitare strutture ricettive e turistiche».

Che fine ha fatto il mercato per i senegalesi?

«Presto porteremo in consiglio la variante al prg per completare i lavori nel sottopasso».

Il prossimo anno il mare continuerà ad essere inquinato?

«Sono fiducioso perché sono in programma vari interventi per migliorare le condizioni del fiume e del mare. Realizzeremo delle vasche di prima pioggia in via Raiale e alla Madonnina per evitare nuovi sversamenti di liquami quando piove. Poi, ci sono 5 milioni per il taglio della diga foranea.

Parliamo di politica. I rapporti con i Teodoro si sono deteriorati dopo il rimpasto.

«Ho richiesto un sacrificio alla comunità politica e l’ho fatto per un interesse superiore che è quello della cittadinanza. Stiamo lavorando per non creare una frattura insanabile con i Teodoro».

Mi rendo conto che è presto per parlarne, ma quale sarà il suo futuro alla fine del mandato?

«Non ho problemi a rifare il candidato sindaco nel 2019. Sono stato l’unico sindaco abruzzese che ha raggiunto una percentuale di voti del 55 per cento nel 2014. Sono a disposizione della comunità politica».

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