Il padre al figlio: vai a prendere il bilancino

5 Marzo 2022

Dalle intercettazioni emerge il coinvolgimento dei minori anche nel conteggio dei crediti con i clienti

PESCARA. Quest’ultima operazione antidroga firmata dal pm Luca Sciarretta e disposta dal gip Antonella Di Carlo fa salire l'asticella riguardo al traffico di droga e alle strette relazioni con i boss della malavita albanese. Non solo, ma evidenzia anche la spregiudicatezza dei malavitosi locali, divenuti intermediari con i vertici dei Balcani che gestiscono il traffico di droghe, che utilizzano e instradano a questa «attività» anche i figli minorenni. Lo dice senza mezzi termini anche il gip Di Carlo, quando scrive delle «concrete modalità dei fatti di reato, connotati da gravità per l’impiego nell’attività anche di minori e per i quantitativi movimentati di droga caratterizzati dalla costante possibilità di reperimento e da altrettanto costante possibilità di immissione nel mercato».
E il coinvolgimento dei minori appare evidente dalle intercettazioni acquisite dagli inquirenti e dai carabinieri che per un anno e mezzo hanno lavorato su questa pista.
Quando ad esempio uno dei principali indagati, Ivan Morelli, detto “Goya” (quasi tutti hanno dei soprannomi: Biondina, Billy, Pupù, Puffetta, Samanta, Beppe e via dicendo) deve accontentare un cliente e, non essendo in casa, coinvolge la figlia minorenne.
«Siccome sta arrivando Gianluca, dice il padre...», la figlia gli chiede in che senso. E lui risponde che non fa niente, ma a questo punto la figlia gli dice che ha capito e gli chiede se torna alle 5 (riferendosi al quantitativo di droga da dare a Gianluca). «Il padre inizialmente rimane spiazzato», scrive il gip, «e le risponde che le 5 sono passate, ma la figlia gli dice di nuovo: “No! Le 5 va bene?”, lasciando intendere al padre che vuole fargli capire qualcosa. Ivan, che ora ha capito, le risponde di no, allora la figlia dice “sei?” e Ivan le risponde “No, no, di meno”. E allora la figlia gli chiede “due?” e Ivan le fa capire che va bene anche qualcosa di più. E la figlia dice allora “Ok allora alle 2 e mezza appuntamento”, riferendosi al fatto che gli avrebbe ceduto 2 grammi e mezzo di droga».
Figli che ascoltano i vocali sul cellulare del padre per poi riferire le richieste dei clienti, oppure che si sentono dire: «Tu mi servi qua» e quando il bambino gli chiede che deve fare, il padre risponde «vai a prendere il bilancino». O il bambino che viene mandato sotto casa a fare da palo, con il compito di fischiare se arrivano auto, perché il padre ha dei sospetti e «dice di essere preoccupato perché sospetta che ci sia una telecamera e vorrebbe chiamare qualcuno per far controllare se effettivamente si tratta di telecamera». E in effetti i militari riprendevano da tempo tutto, fuori della sua casa. E ancora i figli minorenni utilizzati per portare la contabilità dei crediti e delle cessioni ai vari clienti. Ma il salto di qualità dell'inchiesta del pm Sciarretta sta nell'arresto dell'albanese Ervin Kuci, «personaggio di spicco nell’ambito della criminalità albanese, aggiornato su veri e propri traffici internazionali», come scrive il gip, nei cui confronti «Ivan è molto ossequioso, probabilmente conoscendone il calibro criminale».