«Il padrone può sanguinare, attacchi mirati al governo»

2 Febbraio 2023

PESCARA. «Bisogna dimostrare che il re è nudo». E poi: «Che il padrone può e deve sanguinare». E ancora: «Affiancare alla lotta di strada attacchi mirati a persone e strutture del governo». È questo...

PESCARA. «Bisogna dimostrare che il re è nudo». E poi: «Che il padrone può e deve sanguinare». E ancora: «Affiancare alla lotta di strada attacchi mirati a persone e strutture del governo». È questo il tenore degli scritti di Alfredo Cospito, 55enne pescarese diventato la mente degli anarchici d’Italia. Cospito è detenuto da 10 anni e, da oltre 4 mesi, è al 41-bis. «Opporsi armi in pugno», è una delle sue frasi. I suoi articoli, su una pubblicazione chiamata “Vetriolo”, sono considerati pericolosi: «Centinaia di copie stampate e diffuse in più occasioni anche via internet» potrebbero incitare alla violenza contro lo Stato. Così dice una sentenza della Corte di Cassazione che assegna a Cospito, partito dalla Marina nord di Pescara per trasferirsi a Torino, un ruolo di primo piano nel movimento. «Gli scritti esprimono un obiettivo innalzamento del livello di potenziale lesività di una qualsiasi azione perché volti ad incitare alla commissione di condotte violente contro cose e persone e di attentati a personalità dello Stato quali forma di lotta ed azione politica».