Il Palacongressi va all’asta per 50mila euro

3 Settembre 2014

La Provincia mette in vendita le sue quote, Odoardi: il Comune le compri e rilanci la struttura

MONTESILVANO. La Provincia di Pescara ha messo all’asta 980 azioni del Palacongressi: il 49% del capitale sociale. Montesilvano saprà cogliere l’occasione? E’ l’interrogativo posto dalla lista l’Altracittà Montesilvano.

«La Provincia ha messo all’asta le proprie quote di partecipazione alla Palacongressi Spa, per un importo di 50.612,77 euro», sottolinea Cristian Odoardi, componente di l’Altracittà. «Il Comune su questo tema non ha ancora preso posizione, seppure la Provincia ne stia discutendo dal gennaio 2012. Crediamo che sia un tema importante per la città, specie in un’ottica di rilancio di una struttura che negli ultimi anni ha perso importanti manifestazioni. La gestione delle manifestazioni del Palacongressi è da più di 11 anni affidata a una società, la Palco, che fa riferimento al Consorzio Grandi Alberghi. Non ci pare che abbia saputo dare un impulso importante a quest’opera».

La notizia della vendita delle quote, precisa Odoardi, «pone l’accento sul futuro del Palacongressi e su cosa si voglia fare per destagionalizzare il turismo cittadino. Chiediamo al Comune quali siano le sue intenzioni: se ne sta valutando l’acquisizione per far diventare la città l’unica proprietaria della società oppure si lascerà che altri soggetti o enti possano entrare nel capitale sociale? Un serio rilancio del Palacongressi permetterebbe alle strutture alberghiere e a tutto l’indotto di lavorare tutto l’anno, con ovvie conseguenze positive in termini di occupazione, decoro urbano e gettito fiscale». L’Altracittà avanza anche un’altra ipotesi: «Le quote dismesse, se il Comune non dovesse avere le risorse finanziare necessarie, potrebbero essere acquistate dalla Regione, che potrebbe fare del Palacongressi il punto di riferimento regionale per tutte le iniziative nell’ambito del turismo e della promozione turistica regionale. Questa azione rilancerebbe la struttura e darebbe nuova linfa al turismo che, da troppo tempo, sta perdendo competitività e attrattiva». (r. a. b.)

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