Il palazzone sgomberato 3 anni fa La rabbia dei condomini sfrattati

«Danni catastrofici per chi ci abitava e per chi aveva un’attività: quando finirà la nostra odissea?» La protesta con Pettinari sotto al Comune. Il sindaco: gli interventi tecnici sono di loro competenza
PESCARA. Tornano a protestare i residenti e i commercianti “sfrattati” dal palazzone di 11 piani sul lungomare di Montesilvano per un presunto rischio di crollo. Sono trascorsi oltre tre anni da quando, a maggio del 2021, il sindaco Ottavio De Martinis firmò l’ordinanza di sgombero immediato del condominio Riviera 1 di via Leopardi, giustificata da una perizia tecnica che parlava di serio rischio di cedimento della struttura. Ma, ad oggi, le famiglie e le attività commerciali dello stabile non sanno ancora quando potranno tornare nelle rispettive proprietà. I lavori di consolidamento iniziati a suo tempo sembrano essere fermi al palo. Per questo, dopo la manifestazione promossa a luglio proprio sotto al condomino Riviera 1, i diretti interessati sono arrivati in piazza Diaz mettendo in atto un sit-in per chiedere risposte all’amministrazione comunale. «Nel corso di queste quattro estati, i vacanzieri hanno continuato a passeggiare tranquilli e indisturbati lungo la zona pedonale estiva, passando ignari proprio sotto il nostro stabile presunto pericolante», commentano Giacomo Ventura e Roksana Baranovska, a nome dei residenti. «Se c’era davvero pericolo crollo, allora si è giocato alla roulette russa con i vacanzieri e i nostri vicini; se il pericolo crollo era invece inesistente, allora siamo stati buttati fuori dalle nostre case e dai nostri locali arbitrariamente. Questa storia», proseguono, «è costata alla Stato 18 milioni di euro di super sisma bonus, è costata la privata abitazione di chi ci viveva per 12 mesi l’anno e la casa per le vacanze per chi ne usufruiva come seconda casa. Danni catastrofici hanno subito poi gli operatori commerciali in quanto hanno perso 4 incassi estivi, dilapidato l’avviamento e perso le attrezzature in quanto, dopo anni di sosta, saranno inservibili. Vogliamo capire perché siamo stati cacciati da casa e vogliamo sapere quando finirà la nostra odissea».
A perorare la causa dei proprietari dei 250 appartamenti e dei 13 locali commerciali è stato anche Domenico Pettinari (Pettinari per l’Abruzzo), sollecitando un intervento del sindaco. «Chiedo all’amministrazione comunale di Montesilvano», commenta il consigliere pescarese, «di dare una risposta a questi cittadini su quando potranno rientrare nelle loro abitazioni».
Replica De Martinis: «La protesta sotto al Comune non ha molto senso perché io ho emesso un’ordinanza che era un atto dovuto di fronte a quella perizia tecnica. Oggi, se i residenti non sono rientrati, è perché mancano gli interventi tecnici che sono a loro carico e sui quali il Comune non ha voce in capitolo. Non abbiamo la possibilità di accelerare alcun iter, perché l’amministrazione comunale non ha la minima competenza in questa situazione».

