Il papà: «Abbiamo capito che è finita»

21 Dicembre 2016

Ma il sindaco Casini non perde la speranza: «Attendiamo notizie ufficiali dalla Farnesina»

SULMONA. Sono stati i genitori di Fabrizia Di Lorenzo a mettere in allarme la Farnesina quando, venuti a conoscenza della strage che era stata appena compiuta a Berlino, hanno visto che non riuscivano a mettersi in contatto con la figlia e hanno chiamato i carabinieri di Sulmona.

A raccontarlo è il padre Gaetano, con il cuore straziato dal dolore, mentre si accinge a partire per Berlino.

«Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza», rivela per telefono l’uomo, impiegato dell’ufficio postale di piazza Brigata Maiella a Sulmona, «siamo stati noi a chiamare la Farnesina, dopo aver contattato i carabinieri che si sono messi subito a disposizione per aiutarci a capire che cosa fosse successo a nostra figlia. L’aiuto più grande è venuto proprio da loro che ci hanno fornito i contatti e voglio ringraziarli per questo. Mia moglie e mio figlio sono partiti immediatamente per Berlino mentre io sono rimasto a casa a pregare».

Una notte passata nell’attesa di ricevere una telefonata: «Ho perso le speranze quando ho parlato con mio figlio e mi ha confermato che quasi certamente Fabrizia era tra le vittime della strage di Berlino. È lì con mia moglie in attesa dell’esame del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo».

Quando il camion guidato dal terrorista è piombato sulla gente che affollava i mercatini di Natale di Berlino, Fabrizia stava acquistando gli ultimi regali per le amiche e i parenti. La giovane era attesa a casa dei suoi domani per trascorrere le festività natalizie. «Siamo disperate, nello sconforto, e non vogliamo credere che Fabrizia non ci sia più. Fino alla fine vogliamo pensare che a Natale sarà qui con noi, a Sulmona, a ridere e a scherzare».

Anche i colleghi delle Poste di Sulmona hanno voluto dimostrare la loro vicinanza a Gaetano e all’intera famiglia, raggiungendo l’abitazione di Sulmona, ieri pomeriggio, quando l’uomo si apprestava a partire per la Germania per raggiungere la moglie e il figlio.

«Abbiamo cercato di stargli vicino», afferma uno dei colleghi, «anche se lui era disperato, convinto di aver perso per sempre la figlia. Non ci vogliamo credere e fino all’ultimo pregheremo per Fabrizia sperando di avere delle buone notizie».

Anche il sindaco Annamaria Casini non vuole perdere la speranza.

«Siamo in attesa di avere notizie», sottolinea la Casini, «la nostra Fabrizia risulta formalmente dispersa e non vi è certezza di quello che è accaduto. Sto cercando di avere notizie anche da canali ufficiali, come quello della Farnesina. Immagino la disperazione per questa famiglia, al quale va l’abbraccio e il calore della nostra amministrazione comunale. Aspettiamo delle notizie dalla Germania».

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