Il Papa: «Appena possibile verrò ad abbracciarvi»

29 Agosto 2016

Il Pontefice durante l’Angelus si rivolge alle popolazioni colpite dal sisma Il vescovo di Rieti, Pompili: «Ogni giorno Bergoglio ci telefona per informarsi»

ROMA. Vuole andare nei luoghi del sisma per portare il suo «abbraccio di padre e fratello». Papa Francesco sarà presto nelle zone devastate dal terremoto per testimoniare di persona la sua vicinanza alle popolazioni colpite e la partecipazione al loro dolore. Lo ha annunciato lui stesso ieri all’Angelus, il primo dopo le tragiche scosse che hanno squarciato il cuore dell’Italia, confermando così una volontà che in qualche modo era nell’aria. «Desidero rinnovare la mia vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni», ha detto Francesco in Piazza San Pietro subito dopo la recita della preghiera mariana. «Penso in particolare - ha sottolineato - alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia». «Ancora una volta - ha proseguito con parole sentite e misurate - dico a quelle care popolazione che la Chiesa condivide la loro sofferenza e le loro preoccupazioni. Preghiamo per i defunti e per i superstiti». Secondo il Pontefice, inoltre, «la sollecitudine con cui Autorità, forze dell’ordine, protezione civile e volontari stanno operando, dimostra quanto sia importante la solidarietà per superare prove così dolorose». Quindi il suo annuncio, rivolto direttamente alle genti colpite: «cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana». Il Papa ha poi invitato i fedeli di Piazza San Pietro a pregare «per questi fratelli e sorelle, tutti insieme», recitando con loro un’Ave Maria.

Bergoglio ribadisce così la sua stretta vicinanza alle sorti di chi ha subito una sciagura così disastrosa, manifestata già la mattina stessa del terremoto, “rivoluzionando” l’udienza generale del mercoledì - mai accaduto prima - con l’annullamento e il rinvio della catechesi già preparata e con la recita di un rosario, in particolare dei «misteri dolorosi» per le vittime. Fin dai primi momenti del sisma, il Pontefice è stato in contatto col vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, che negli ultimi mesi lo ha accompagnato in un paio di uscite “a sorpresa” e che Bergoglio in questi giorni chiama al telefono quotidianamente. «Chiama tutti i giorni, chiede come stanno andando le cose ed è disponibile ad aiutarci in ogni momento. Vive questo dramma dall’interno, lo sentiamo vicino», ha detto il giovane presule, ex portavoce della Cei. Dopo aver celebrato ieri la messa nella tendopoli principale di Amatrice, Pompili ha così accolto l’annuncio del Papa: «Mi pare sia veramente una bella notizia. Tutti in realtà desideravamo questo». Appena le condizioni lo permetteranno, quindi, ci sarà l’attesa visita del Pontefice, che presumibilmente non mancherà di toccare anche le zone del Piceno tragicamente colpite, nella diocesi di Ascoli e dell’altro vescovo mons. Giovanni D’Ercole. Nel discorso all’Angelus il Papa ha fatto appello «ad aprire il cuore e fare nostre le sofferenze e le ansie dei poveri, degli affamati, degli emarginati, dei profughi, degli sconfitti dalla vita, di quanti sono scartati dalla società e dalla prepotenza dei più forti».