Il parco della Majella punta su turismo e agricoltura

Il presidente Zazzara intende favorire l’attività agricola nell’area protetta Popoli, l’assessore La Capruccia: fra i nostri prodotti tipici c’è la cipolla bianca
POPOLI. «C’è forte volontà del Parco della Majella a collaborare con le amministrazioni locali per il raggiungimento di obiettivi comuni: lavorare per continuare a perseguire la tutela della natura e della biodiversità, missioni primarie del Parco, e promuovere la valorizzazione del territorio attraverso progetti compatibili con l’ambiente». È quanto sostenuto dal neo presidente dell’ente, Lucio Zazzara nell’incontro a Sulmona con i sindaci dei comuni del Parco della provincia di Pescara. E con questo programma lo stesso Parco si propone di fare rete con le amministratori locali e le varie categorie di portatori d’interesse, per dare vita a una nuova missione dell’area protetta, quella della valorizzazione dell’ambiente con lo sviluppo di progetti ecocompatibili quale volano di una forma di economia che affondi le radici nelle risorse del territorio. Il presidente Zazzara ha mostrato grande interesse nel favorire il recupero di antiche cultivar, favorendo le attività agricole nell’area protetta.
«Per il territorio di Popoli, il presidente ha espresso la volontà di contribuire a valorizzare ulteriormente le emergenze storico-ambientali dell'area protetta», riferisce il vice sindaco e assessore all’Ambiente Alfredo La Capruccia, «in particolare il castello Cantelmo e la Riserva di monte Rotondo gestita dai carabinieri forestali, con il suo centro visita del Lupo. Queste due realtà rientrano pienamente nei piani di promozione turistica del nostro comune. Abbiamo anche una struttura, nell’area parchiva, che potrà essere messa a disposizione per progetti, attività di educazione ambientale, conferenze e divulgazione».
Del resto, la città di Popoli da sempre lavora per il miglioramento del suo territorio e si impegna nella promozione turistica: le dichiarazione del presidente Zazzara sono state stimolanti, per gli amministratori locali, per continuare con maggiore passione e professionalità sulla strada intrapresa.
«Vedo con grande interesse», continua La Capruccia, «la proposta del presidente di recuperare le cultivar locali della nostra agricoltura. Fra i frutti della terra tipici, e quasi in via di estinzione, c’è la cipolla bianca di Popoli, un prodotto che da sempre è identità del nostro territorio, come gli antichi orti e frutteti e le altre molteplici attività degli agricoltori popolesi».
Dunque Popoli esce dalla sua posizione un po’ defilata avuta finora, nei confronti della politica del Parco, e recupera un rapporto vitale e produttivo del suo territorio.
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