“Il parto in casa” Possibilità percorsi e testimonianze

Tutte le donne dovrebbero vivere la gravidanza e il parto senza paura e come veramente desiderano, nel modo più naturale possibile. Ma per raggiungere questo obiettivo hanno bisogno di informazioni e...
Tutte le donne dovrebbero vivere la gravidanza e il parto senza paura e come veramente desiderano, nel modo più naturale possibile. Ma per raggiungere questo obiettivo hanno bisogno di informazioni e di strumenti per poter scegliere tra le opzioni: lo sostiene Elisabetta Malvagna, giornalista, blogger e attivista del parto naturale nella nuova edizione di “Il parto in casa - Nascere nell'intimità familiare, secondo natura” (Il leone verde, 15 €). Rispetto alla 1ª edizione (2010), il volume è stato aggiornato con i dati e gli studi più recenti e arricchito dall’introduzione della cantante Giorgia, che 4 anni fa ha partorito tra le mura domestiche. «La Sanità», rileva Malvagna, «spreca ogni anno 80-85 milioni di euro in parti cesarei ingiustificati». Con la crisi economica in corso, il parto in casa e nelle case maternità (5 in Italia) può «essere alternativa valida dal punto di vista sanitario ed economico». Attualmente solo lo 0,1% delle mamme italiane scelgono questa modalità di parto, «anche perchè viene rimborsato in pochissime regioni, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Lazio e Provincie di Trento e Bolzano», sottolinea Malvagna. «Il parto in casa costa 2-3.000 euro, in ospedale è gratuito. Ma la decisione del luogo in cui far nascere i propri figli non dovrebbe essere dettata dalla disponibilità economica della donna. E non è solo una questione economica: rimborso statale significa anche consenso sociale». L'autrice è comunque ottimista: «Nonostante in Italia ci sia una drammatica assenza di politiche per la famiglia, si facciano sempre meno figli e ci sia una scarsa informazione sulle alternative al parto hi-tech, si avverte un trend positivo: nell'attuale contesto iper-digitalizzato e social, le future mamme sentono fortemente il bisogno di confrontarsi per trovare una strada nuova e riuscire a partorire “senza chiedere il permesso”». Nel libro molte testimonianze di donne che hanno vissuto questa esperienza, documenti e ricerche internazionali a favore del parto in casa. «Il parto in casa non è un attacco alle istituzioni», scrive Giorgia nell'introduzione, «ma un invito a riconsiderare questo atto come una naturale funzione in cui la donna deve poter pilotare il suo viaggio attraverso le sue sensazioni, il suo ritmo e il suo dolore. I percorsi già decisi non è detto che siano adatti a noi».

