Il pass nel posto di lavoro A chi tocca fare i controlli

19 Settembre 2021

Le aziende, anche se piccole, dovranno incaricare un dipendente per le verifiche E questi deve contestare agli inadempienti le violazioni che comportano sanzioni 

Addetti incaricati e sistemi di scannerizzazione sono pronti a vigilare sul rispetto delle disposizioni relative all’obbligatorietà del Green pass nelle aziende. Il nuovo decreto del governo approvato in consiglio dei ministri prevede che il certificato verde sia esteso a tutti i lavoratori privati e ai dipendenti pubblici. Lo stesso testo fa riferimento anche agli accertamenti, introducendo le sanzioni per gli inadempienti. Ed allora quali saranno le procedure per effettuare le verifiche?
DAL 15 OTTOBRE. Sicuramente sui lavoratori arriva la svolta. Il Green pass diventa imprescindibile: lo si ottiene, lo ricordiamo, a 15 giorni dalla prima dose di vaccino e fino alla data del richiamo; dopo la seconda dose e per i successivi 9 mesi, anche se è arrivato il via libera per l’estensione della validità a 12 mesi; con tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti (stanno per diventare 72 per il molecolare), o ancora se si è guariti dal Covid entro i 6 mesi precedenti.
I controlli del Green pass in azienda, che diventerà obbligatorio dal 15 ottobre, con il nuovo decreto dovranno essere assicurati dal datore di lavoro. Entro quella data, quindi, gli stessi dovranno definire le modalità di organizzazione delle verifiche. Il decreto stabilisce che il datore di lavoro privato deve individuare i soggetti incaricati ai controlli e che per gli inadempienti devono anche contestare le violazioni che comportano sanzioni.
LE MODALITÀ. I controlli, pertanto, potrebbero avvenire con scanner o con personale addetto alla verifica designato dai vertici aziendali. Per le grandi aziende si potrebbe pensare a totem all’ingresso che scannerizzano il Qr code del Green pass, come avviene già in molti luoghi dove è previsto l’accesso con la certificazione verde. Per quelle più piccole, invece, potrebbe prevedersi un responsabile adibito ai controlli delle certificazioni dei dipendenti. Tutte le verifiche, comunque, avverranno - indipendentemente da come si intenderà procedere -, nel rispetto della privacy. Il sistema di scannerizzazione e controllo del Green pass, infatti, non rivelerà l’elemento che ne determina il possesso ovvero se per vaccino, tampone o guarigione da Covid.
DIPENDENTI PUBBLICI. Diversa sarà la condizione per quel che riguarda i dipendenti pubblici. Infatti nella pubblica amministrazione potrebbe essere introdotta la app sviluppata da Sogei per il ministero dell’Istruzione e operativa per le scuole dal 13 settembre. Si tratta di un’applicazione che facilita e velocizza i controlli, ma che risulta difficile da estendere a tutte le singole amministrazioni pubbliche.
I PROVVEDIMENTI. In azienda i lavoratori saranno così soggetti a controlli con l’obbligo di Green pass, ma anche eventualmente a multe. Il mancato possesso del certificato vaccinale verrà considerato assenza ingiustificata. In questo caso scatterà la sospensione e con essa non sarà erogato lo stipendio. Per le aziende con meno di 15 dipendenti la sospensione scatterà a decorrere dal quinto giorno di assenza ingiustificata. Il lavoratore verrà sospeso senza stipendio, ma manterrà il posto di lavoro e non ci saranno conseguenze disciplinari. Per chi entrerà in azienda senza Green pass è prevista anche una sanzione pecuniaria. La multa andrà da 600 euro a 1.500 euro per i lavoratori; da 400 euro a 1.000 euro per chi non effettuerà i controlli.