Il Pd a Fratelli d’Italia: «Avete fatto promesse senza mantenerle»

21 Aprile 2023

Testa vede il caso risolvibile, ma è scontro con Paolucci Per la Lega intervengono Bagnai e l’assessore Campitelli

PESCARA. «È ora che Fratelli d'Italia ci metta la faccia. Quello che sta accadendo ai balneatori è piena responsabilità del Governo nazionale e di Fratelli d'Italia». Così il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, dopo che la Corte Ue ha detto "no" al rinnovo automatico delle concessioni balneari. «Con la promessa di una proroga permanente e certa», dice Paolucci, «non disponendo, nella realtà, di questa possibilità stanno mettendo in ginocchio un intero settore, bloccando ogni tipo di investimento».
Se l'opposizione va all'attacco, ben diversa è la posizione della maggioranza di governo, che usa una metafora: «Molti corvi neri pensavano che con la sentenza della Corte europea ci potesse essere il de profundis del settore balneare», dichiara il deputato di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, «manon sarà così».
IMPRESE A RISCHIO.
«Non c'è un tavolo serio di confronto», incalza Paolucci, «che affronti il nodo cruciale della mappatura delle spiagge e di un eventuale bando che riconoscere gli investimenti fatti finora. Ora che i nodi sono arrivati al pettine, soprattutto dal punto di vista del tempo, 700 imprese in Abruzzo rischiano di non vedersi riconosciuti gli investimenti passati e di bloccare ogni sviluppo futuro delle attività. Ciò accade in un momento in cui il turismo sta ripartendo faticosamente, un settore strategico per il Paese e per l'Abruzzo».
Nel caso di bandi di gara obbligatori per le concessioni, il Pd chiede di tutelare «chi finora ha garantito lavoro e servizi. Il riconoscimento degli investimenti è fondamentale nella stesura di eventuali bandi di affidamento», dice Paolucci, «il Governo trovi risposte adeguate all'emergenza in atto».
STRADE ALTERNATIVE.
Di fronte alla bocciatura totale e all'invito ad applicare la direttiva Bolkestein della Corte di giustizia Ue sulla normativa che regola le concessioni balneari in Italia, Fratelli d'Italia indica strade alternative.
«Ci sono due elementi fondamentali da tenere in considerazione», sottolinea Testa, «la possibilità di procedere ad una mappatura delle spiagge, centrale per verificare l'esiguità della risorsa come recita l'articolo 2 della direttiva Bolkestein. Inoltre, al punto 73 la sentenza dice che le aziende operative prima del 2009, ovvero dell'entrata in vigore di tale direttiva, possono essere oggetto di verifica e discussione con l'Europa. Strade che perseguiremo per arrivare ad una definizione positiva della questione». Secondo il diritto dell’Unione europea, «per l’assegnazione di concessioni di occupazione del demanio marittimo, gli Stati membri, quindi anche l'Italia, devono applicare una procedura di selezione tra i candidati potenziali, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali», scrive la Corte mettendo la parola fine alla proroga delle concessioni balneari senza gara, «l'autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico».
TAVOLO MINISTERIALE.
Per il deputato della Lega, Alberto Bagnai, «stabilendo che la scarsità delle risorse naturali e delle concessioni disponibili sia valutata combinando un approccio generale e astratto a livello nazionale, e non soltanto caso per caso a livello locale, la Corte di Giustizia europea corrobora la posizione sostenuta dalla Lega: la scarsità non può essere data per scontata». Dunque, evidenzia Bagnai «sarà il tavolo interministeriale a stabilire, una volta per tute, i criteri che consentano di definire scarse le risorse del demanio marittimo italiano, attraverso una mappatura del territorio. Questo è il presupposto essenziale perché le eventuali, nuove, concessioni possano essere messe a gara in maniera imparziale e trasparente, come richiesto dalla Corte europea, tutelando le imprese già esistenti».
«Ci dispiace di questa sentenza», il commento dell'assessore regionale della Lega al demanio marittimo, Nicola Campitelli, «è ovvio che, come Regione Abruzzo, analizzeremo i contenuti di questo testo. Insieme ai nostri tecnici valuteremo il da farsi a seguito di quanto deciso dalla Corte di giustizia europea per tutelare le imprese abruzzesi». (m.p.)