Il Pd: «Fondi Pnrr, un caos per la riviera»
Denuncia di Giampietro: Masci vuole abbattere opere inaugurate l’anno scorso, rischio infrazioni
PESCARA. «La gestione dei fondi Pnrr da parte della giunta Masci è sempre più un pasticcio». Questa l’accusa lanciata dal capogruppo del Pd Piero Giampietro, che annuncia la convocazione della commissione Controllo sul tema per esaminare il progetto da oltre 4 milioni che dovrebbe cambiare faccia alla zona della riviera compresa tra il lungofiume e piazza della Madonnina. «Oltre a essere stati utilizzati per i fiorellini del Giro d’Italia, per rifare gli asfalti colorati, per cementificare i parchi e per abbattere gli alberi in viale Primo Vere», dice Giampietro, «i fondi Pnrr ora rischiano di demolire opere realizzate con fondi pubblici e inaugurate pochi mesi fa dalla stessa giunta di centrodestra, con il pericolo che l’Unione europea chieda spiegazioni sull’uso dei fondi».
Al centro della presa di posizione del Pd, ci sono i lavori in partenza del waterfront fluviale, annunciati dal sindaco Carlo Masci come un cambiamento epocale in città: «Un progetto con cui il centrodestra ha risposto al bando dell’Unione europea finalizzato alla “riduzione delle situazioni di emarginazione e degrado sociale”» sottolinea Giampietro, «e precisamente dello stabile comunale che oggi ospita il mercato Campagna amica e la pescheria, immobile comunale oggetto di una ristrutturazione conclusa nel 2020 finanziata dal Flag Costa di Pescara, soggetto di cui è capofila proprio il Comune di Pescara. Il Flag, sempre con fondi comunitari e precisamene con il Po-Feamp, ha eseguito opere di manutenzione straordinaria come l’abbattimento di barriere architettoniche, la manutenzione e l’allestimento di spazi collettivi, dello sportello informativo del Flag e del Centro di coordinamento del Museo diffuso del porto, inaugurato da sindaco e assessore a gennaio di quest’anno. Il tutto costato quasi 70mila euro di fondi pubblici. Ora», prosegue il consigliere Dem, «la stessa giunta propone di cambiare tutto, trasformare lo stabile in mercato ortofrutticolo e demolire proprio le opere inaugurate pochi mesi fa. Viene da chiedersi non solo il senso di questo cortocircuito a spese dei cittadini, ma anche come la giunta Masci pensi di giustificarsi con l’Unione europea rispetto all’obbligo di mantenere inalterata la destinazione degli immobili oggetto di intervento per almeno 5 anni. Per ora le conseguenze finanziarie ricadrebbero sul Flag, ma non ci vorrà molto perché arrivino sul groppone del Comune, che ne è socio di maggioranza quasi assoluta». Il caso arriverà presto in commissione: «Questo chiederemo nella seduta straordinaria della commissione», conclude Giampietro, «è sempre più desolante, in ogni caso, vedere come il Comune di Pescara abbia utilizzato male la grande e irripetibile opportunità del Pnrr».

