Il Pd: «Fuori i soldi, salviamo la stagione»

18 Giugno 2019

L’appello di Blasioli, Paolucci e Mazzocca alla Regione: sbloccate 3 milioni, i fondi sono in bilancio

PESCARA. «La Regione agisca e in fretta». È l’imperativo dei rappresentanti dell’opposizione Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci e Antonio Blasioli, dei rappresentanti politici di “Uniti per Caramanico” Mario Mazzocca e del portavoce del movimento Luca La Selva, riuniti, ieri mattina nella sala “Corradino D’Ascanio” del palazzo istituzionale di piazza Unione per far emergere le note di dolore di una «situazione che sta rapidamente precipitando nella totale indifferenza di Regione e Comune».
Oltre al governatore Marco Marsilio e ai suoi assessori per competenza, è stato chiamato in causa anche il sindaco del paese termale, Luigi De Acetis, colpevole secondo La Selva di «non aver speso una parola sulle terme e questo è un fatto gravissimo».
Per salvare da morte certa l’indotto termale, per Paolucci, che in una interpellanza a Marsilio ha ricostruito nei dettagli la situazione, gli interventi da mettere in campo subito sono «l’attivazione delle procedure dell’impiego dei 900mila euro disponibili nella legge di stabilità e l’applicazione di un documento dell’azienda sanitaria regionale per l’erogazione di prestazioni riabilitative».
Un buco nero nel quale da un lato la Regione conferma di aver erogato 3 milioni e 200mila euro per le cure termali, destinati sia a Popoli sia alle terme di Caramanico che però i vertici non voglio riaprire perché chiedono i 900mila euro e anche i fondi per la riabilitazione. E dall’altra, è lo stesso Blasioli a riferire come ha già fatto l’assessore Nicoletta Verì nei giorni scorsi, ci sono fondi che la società concessionaria non ha mai utilizzato, circa 1 milione e 700mila euro spalmati tra il 2016 e il 2018. Fondi che sono «ancora nei nostri bilanci», rivela Paolucci e che potrebbero essere sbloccati per riaprire le terme. In questo caos di cifre, e tra un rimbalzo istituzionale e l’altro, l’indotto termale sta agonizzando. Mazzocca: «Possiamo ancora salvare la stagione, ma siamo preoccupati per il silenzio assordante di Comune e Regione».
La Selva: «L’indotto aspetta risposte e si sente abbandonato, la stagione deve ripartire con questa gestione. Non c’è tempo per il cambio di concessionario. Possiamo ancora dare un segnale di ottimismo, vantiamo una esperienza ultracentenaria con i nostri ottimi servizi termali».
Blasioli ricorda che la concessione ha durata ventennale e la scadenza è fissata al 3 aprile 2026. E che «un atto di risoluzione sarà presto portato in discussione in sede di commissione». (c.co.)