Il Pd: «Il garantismo non è un valore a intermittenza»
PESCARA. Il Pd fa quadrato attorno al presidente della Provincia, Antonio Di Marco, dopo la richiesta di dimissioni presentata dal gruppo Forze di Libertà, in margine all’inchiesta sulla tragedia di...
PESCARA. Il Pd fa quadrato attorno al presidente della Provincia, Antonio Di Marco, dopo la richiesta di dimissioni presentata dal gruppo Forze di Libertà, in margine all’inchiesta sulla tragedia di Rigopiano. L’opposizione di centrodestra ha anche annunciato una mozione di sfiducia, nel caso il presidente non decidesse di fare un passo indietro.
Ieri, lo stato maggiore dem ha preso posizione a difesa di Di Marco, dal segretario regionale, Marco Rapino, al provinciale, Enisio Tocco. Solidali con il presidente, anche la vice Silvina Sarra e il capogruppo provinciale del Pd, Franco Galli. «Respingiamo con forza la richiesta di dimissioni», scrivono Rapino e Tocco, «il garantismo e la presunzione di innocenza non possono essere valori intermittenti, da sbandierare occasionalmente e solo quando a ricevere un avviso di garanzia è un compagno di partito. Quello che è successo a Rigopiano» prosegue Rapino, «ha rappresentato un dramma senza precedenti per la nostra regione, una ferita profonda che difficilmente gli abruzzesi riusciranno a rimarginare. Tutti noi vogliamo la verità, vogliamo capire cosa è accaduto e, se ci sono state delle responsabilità che hanno portato a quella tragedia, individuarne i responsabili. Detto ciò, ci sembrano incomprensibili le richieste di dimissioni avanzate dal capogruppo Vincenzo D’Incecco, mosse sulla base di intercettazioni telefoniche pubblicate a macchia dai quotidiani e su una supposta “non lucidità” del presidente della Provincia di Pescara».
La presa di posizione di Forza Italia» osservano Sarra e Galli, «rivela un sentire politico speculativo, del tutto inadeguato alle circostanze presenti».
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