Il Pd: mai ladri in Comune ma ora serve un ricambio

28 Novembre 2014

Parla la segretaria Ciafardini a 7 giorni dalla sentenza che ha cancellato il processo Ciclone «Montesilvano non è stata amministrata da corrotti, però la politica deve rinnovarsi»

MONTESILVANO. «A Montesilvano non ha governato un’associazione a delinquere». E poi: mai stati in Comune «amministratori corrotti e senza scrupoli». Con queste parole, la segretaria provinciale del Pd Francesca Ciafardini rompe il silenzio del centrosinistra sulla sentenza del processo Ciclone e riabilita una classe politica finita nel fango. Una dichiarazione arrivata a mente fredda, a 7 giorni dalla decisione della Corte d’Appello che ha cancellato il processo Ciclone proprio come 8 anni prima l’indagine aveva spazzato via il centrosinistra di Cantagallo. Una sentenza senza colpevoli: i reati contestati all’ex sindaco Enzo Cantagallo – 7 capi di imputazione prescritti ma, per 5 dei 7, Cantagallo era stato già assolto in primo grado e due assoluzioni con la formula del fatto non sussiste – sono caduti ma, nella stessa sentenza, i giudici aquilani hanno stabilito che Cantagallo dovrà pagare 70 mila euro di danni al Comune. Altri 6, tra imprenditori ed ex politici, dovranno pagare altri 130 mila euro. «La sentenza», dice Ciafardini, «mette la parola fine a un’inchiesta che ha sconvolto la politica di Montesilvano e che, in qualche modo, ha inciso anche sulla politica provinciale e regionale di questi 8 anni e, per questo, impone necessariamente un’analisi e una riflessione su ciò che è stato il centrosinistra e ciò che dovrà essere. Posto che la magistratura deve sempre compiere indagini su notizie di reato, oggi c’è una verità: Montesilvano non era amministrata da un’associazione a delinquere» tra il 2004 e il 2006. Parlando in televisione di un possibile ritorno in politica, Cantagallo ha detto: «Vedremo, decideranno gli amici». Ciafardini, però, nella sua nota non menziona Cantagallo, neanche una volta, mentre afferma: «La prescrizione, che pure aleggia su alcuni per qualche capo di imputazione, non riguarda il reato più grave, e ciò si aggiunge alla completa assoluzione (perché il fatto non sussiste) di altri esponenti del centrosinistra come Marco Savini e Andrea Diodoro. Ecco perché va dato atto alla magistratura giudicante di aver svolto il proprio lavoro con equilibrio e serenità, riconsegnando l’onore ai singoli e ridando alla città il diritto a guardare al futuro. Il diritto al futuro», dice la segretaria, «è la chiave di questa sentenza». E Ciafardini preme per il «rinnovamento»: «Ora la partita si sposta proprio nella comunità di Montesilvano e nella capacità della politica e dei partiti di rigenerarsi», dice, «essendo però certi di non aver proposto alla comunità un centrosinistra fatto di amministratori corrotti e senza scrupoli. Ora, è il tempo di dare alla comunità della quarta città d’Abruzzo il pieno diritto a ritrovare la sua strada, a programmare una nuova stagione di sviluppo, a uscire dal torpore e dallo sguardo basso al quale era stata condannata in questi anni. E perché no ad investire definitivamente su una classe dirigente forte, serena e rinnovata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA