Il Pd: «Masci non è il migliore, troppi scontri con i residenti»

Le reazioni alle dichiarazioni del ministro Tajani che ha lanciato la ricandidatura del primo cittadino Giampietro: il sindaco non ascolta nessuno, va per la sua strada mettendosi contro famiglie e imprese
PESCARA. Per Antonio Tajani, vice premier, ministro degli Esteri e coordinatore nazionale di Forza Italia, il sindaco Carlo Masci è «uno dei nostri migliori sindaci e ha la nostra stima e considerazione»: per questo, ha detto Tajani durante la visita di giovedì scorso in Comune, è scontata la ricandidatura di Masci per il secondo mandato. «Un’ovvietà» anche per il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Un applauso per Masci», le parole del deputato azzurro Nazario Pagano. Il Pd, invece, descrive Masci come il peggiore: «Il ministro fa le sue considerazioni da leader politico: sempre più pescaresi la pensano diversamente», commenta il capogruppo Pd Piero Giampietro, «amare una città vuol dire anche ascoltarla. Invece, il sindaco Masci ha deciso di non ascoltare nessuno e andare dritto per una strada sulla quale, giorno dopo giorno, trova sempre più famiglie, semplici cittadini, operatori economici che probabilmente lo hanno anche votato ma che si ritrovano costretti a scendere in piazza o a sottoscrivere ricorsi al Tar perché non ascoltati». Al fianco di Tajani, Masci ha ripresentato i progetti da 100 milioni di fondi Pnrr che, nei prossimi tre anni, dovrebbero cambiare faccia a Pescara. Giampietro, invece, elenca i punti di contrasto odierni: «Gli scontri con i cittadini, anche in tribunale, sono ormai innumerevoli: viale Marconi, piazza Muzii, via Fornace Bizzarri, via Santina Campana, via 8 marzo, corso Manthoné, corso Vittorio Emanuele, via Monte Faito, strada parco, area di risulta, piano di risanamento acustico, autovelox, semafori t-red, tutela del verde pubblico. Un numero così elevato di scontri frontali non si ricordava da decenni ed è il chiaro sintomo di una città che soffre la mancanza di qualunque dialogo. E che si aggiunge», continua il consigliere Pd, «a una mancanza di programmazione sempre più imbarazzante, con opere pubbliche annunciate in giro per la città come se fossero tappabuchi, come l’università all’ex Cofa, mentre la manutenzione ordinaria, dalle buche al verde pubblico, dimostra una assenza epocale del Comune. La vicenda del Pnrr utilizzato per cementificare i parchi pur in presenza di tante alternative, fa di Pescara un caso unico in Italia».
Anche in casa centrosinistra è iniziato il confronto sul candidato sindaco per le elezioni del 2024: un’ipotesi circolata in questi giorni è Francesco Pagnanelli, ex presidente del consiglio comunale durante l’amministrazione Alessandrini. Ma è necessario aspettare indicazioni da Roma, a partire da una possibile alleanza con il M5S. Il sindaco eletto tra un anno dovrebbe restare in carica fino alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in programma nel 2027.
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