Il Pd: «Sanità in rosso per oltre 100 milioni» Verì: colpa del Covid

Il segretario Fina e cinque consiglieri accusano la Regione «Crescono problemi e deficit nonostante i fondi ricevuti»
L'AQUILA. «La sanità abruzzese decresce e peggiora. A crescere sono solo i problemi e il deficit». Il Pd parla di «mancanza di programmazione» e torna a sottolineare «il disavanzo da 101 milioni di euro accumulato dalla Regione». Numeri e cifre dettagliati, in conferenza stampa, all'Aquila, dal segretario regionale del Pd, Michele Fina, e i consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani. Immediata la replica dell'assessore alla Salute, Nicoletta Verì: «La litanìa del Pd è, ormai, un appuntamento fisso settimanale, che non fa più notizia».
SOLO DEBITI. «Nonostante la Regione in due anni di lavoro abbia ricevuto circa 220 milioni per la sanità, 120 milioni di fondi ordinari, 80 milioni per il Covid e 20 milioni dal decreto legge Fisco, quest'anno ha già maturato un disavanzo di 101 milioni di euro, con tendenza a raggiungere i 130milioni a fine anno», afferma il Pd.
«Tutti i provvedimenti sono fermi al 2018 e non c'è alcun atto di programmazione della sanità abruzzese. Mancano il piano sanitario e quello operativo. Non c'è la rete ospedaliera, di fatto partorita solo sulla carta dopo richiami ministeriali. La situazione debitoria dell’intero comparto è allarmante e priva di ogni atto di programmazione volto a risolvere l’esposizione che hanno le Asl, a sanare i problemi di personale degli ospedali abruzzesi, a favorire la ripresa delle decine di migliaia prestazioni accantonate e ferme a causa del Covid, a programmare, concretamente, le risorse del Pnrr salute», incalzano Paolucci, Pepe, Blasioli, Pietrucci e Mariani.
POLEMICHE STERILI. Per Paolucci «la posizione di Marsilio contro il Super Green Pass è un atteggiamento più da capo partito che da presidente di Regione».
«Il lavoro dei nostri consiglieri regionali dimostra, numeri alla mano», ha sottolineato Fina, «la profonda inadeguatezza e mancanza di programmazione di questa amministrazione regionale, a cominciare dalle politiche per la sanità».
«Il Covid è una questione seria», hanno concluso i consiglieri del Pd, «ma in Abruzzo viene utilizzata per fare politica nazionale e per coprire i debiti accumulati dalla gestione della sanità del centrodestra e derivanti dalla mancanza di un’azione di governo. Senza una programmazione dell’offerta delle prestazioni sanitarie, sia sulla rete ospedaliera, sia su quella della prevenzione e territoriale, questi sono i risultati, col rischio di avere un giro di vite anche sui servizi e sulle spese farmacologiche, nonché sulla mobilità sanitaria passiva».
ACCUSE RESPINTE. «Ogni settimana il Pd tira fuori dal cappello la vicenda dei soliti 100 milioni di euro di disavanzo della sanità abruzzese. Sta diventando anche imbarazzante e ripetitivo commentare le loro affermazioni, visto che sono stata proprio io a comunicare ufficialmente che nei primi 9 mesi del 2021 le attività Covid avevano provocato quel deficit», la risposta dell'assessore Verì.
«La verità, e il mio predecessore lo sa benissimo, è che il percorso di risanamento della nostra sanità è stato portato avanti dalla giunta Chiodi, quando la sottoscritta era presidente della Commissione sanità. Il centrosinistra ha semplicemente concluso quelle procedure perché gran parte del lavoro era stato già fatto». L’assessore Verì rimanda al mittente anche le accuse sulla mancanza di programmazione: «Il piano di riordino della rete ospedaliera è stato approvato in giunta ed è all’esame del Tavolo di monitoraggio», spiega, «la nuova rete territoriale, dopo la bozza del 2019 validata dal Tavolo a gennaio 2020, è nuovamente in discussione alla luce delle nuove indicazioni nazionali emerse durante la pandemia e il piano operativo 2019-2021 rappresenta un falso problema, perché nel frattempo è stato superato dal piano Covid che è stato il principale strumento di governance degli ultimi 2 anni. Difendo le scelte operate per fronteggiare la pandemia, che hanno permesso a tutti gli abruzzesi di avere una risposta sanitaria adeguata all’emergenza per la pandemia». (m.p.)

