Il Pd si spacca sulla candidatura di Russo

Una parte del partito contesta la decisione: «Alcuni dirigenti non erano legittimati a fare la scelta»
FRANCAVILLA. Non si placa lo scontro all'interno del Partito democratico di Francavilla dopo la scelta della coalizione di centrosinistra di candidare Luisa Russo alle prossime elezioni amministrative. Se una parte del Pd ha appoggiato la decisione, ce n'è un'altra che non l'ha fatto.
«Siamo venuti a conoscenza, in maniera purtroppo sospettosamente tardiva, dell’anagrafe certificata degli iscritti del circolo Pd di Francavilla, da cui risulta che la maggior parte dei membri del direttivo del circolo non ha rinnovato, nei termini stabiliti, la tessera relativa all’anno 2020», si legge in una nota diramata dal gruppo vicina al segretario cittadino Mirko Di Muzio, «se ne evince, quindi, che molti membri del direttivo risultavano decaduti dalla carica nel momento in cui sono state valutate le candidature a sindaco per le prossime elezioni amministrative. Gli stessi che continuano ad inviare richieste di sfiducia del segretario cittadino, l’ultima nella giornata di venerdì 11 giugno, e che si sono affrettati ad aderire al progetto #avantiinsieme», quello che capo alla Russo.
«Ci sgomenta», è scritto ancora, «la solerzia con cui alcuni esponenti provinciali e regionali del Pd hanno avallato le iniziative di uno sparuto gruppo di vecchi esponenti del partito locale, già abbondantemente bocciati dalla storia politica recente, nell’assecondare le iniziative politiche di altri soggetti esterni al partito, che da mesi hanno lavorato all'azzeramento della rappresentanza del Pd nell'amministrazione, nella malcelata indifferenza del gruppo consiliare». Vanno avanti: «Abbiamo già segnalato tale violazione agli organismi di garanzia regionali e nazionali per diffidare dal recepire qualunque iniziativa politica provenga da chi ormai dal 30 aprile 2021 è decaduto da ogni carica dirigenziale cittadina».
Poi aggiungono: «Quanto avvenuto negli ultimi mesi restituisce un'immagine del Pd in totale asintonia rispetto a quello che il partito ha rappresentato in questi ultimi cinque anni nella città e fra la gente. Ci sembra chiaro che il Pd sovra cittadino abbia scelto di non assicurare alcun percorso di dignità a chi, come noi, ha lavorato in questi anni, rendendosi finanche disponibile a rivedere il posizionamento delle proprie proposte migliori, come quelle di Francesca Buttari (uno dei nomi fatti per ricoprire il ruolo di candidato sindaco) ripetutamente offesa in questi mesi, pur di assicurare il bene di una coalizione». E chiude: «A tutto però c’è un limite, a questo gioco non ci stiamo più». (a.d.s.)
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