Il Pd: «Tessera a Luciani? Non accettiamo ricatti»

24 Luglio 2014

Francavilla, dura reazione alle minacce di dimissioni da parte del sindaco Viani e Di Girolamo: «Vuole solo saziare le sue ambizioni, pensi invece alla città»

FRANCAVILLA. Il Pd di Francavilla condanna il "ricatto" del sindaco Antonio Luciani, che in una lettera aperta ai vertici regionali del partito, ha minacciato le dimissioni e il conseguente commissariamento del Comune, se anche quest’anno non gli verrà concessa la tessera del Pd, già negata nel 2013. «ll Partito democratico non accetta il ricatto che Luciani fa alla città. Al sindaco sta più a cuore avere in tasca la tessera del Pd piuttosto che amministrare la città».

E’ la dura reazione del segretario locale Edoardo Viani e del capogruppo consiliare Pd, Tina Di Girolamo. «Le sue velleità vanno al di là del bene di Francavilla e sono volte esclusivamente a saziare la sua ambizione personale o la soddisfazione di un capriccio», proseguono i due, precisando come la scelta di non rilasciare a Luciani l’iscrizione al partito, non sia stata del singolo segretario Viani, «bensì della maggioranza Pd, e ciò non per ragioni personali ma dopo gli accadimenti politici noti. Luciani mente, sapendo di mentire, ogni qual volta attribuisce al Pd le figure dei suoi assessori, perché le loro nomine sono state dallo stesso decise in modo unilaterale e sprezzante, proprio contrariamente alla volontà del partito, ascoltando soltanto i consigli probabilmente errati di qualche stretto collaboratore, non dimostrando quindi l'appartenenza politica al nostro partito e alle sue regole», incalzano Viani e Di Girolamo, facendo riferimento all’allontanamento dalla giunta del vice sindaco e dell’assessore Pd, Antonio De Marco e Pina Rosato, sostituiti da Vincenzo Di Lorenzo, Francesca Buttari e Andrea Di Peco. «E' evidente che si tratta di una richiesta che nasce dopo il grande risultato elettorale ottenuto dal Pd», aggiungono.

«I cittadini hanno bisogno di risposte certe riguardo i temi lasciati in sospeso da questa amministrazione: la sicurezza delle scuole, considerato che tra poco più di un mese si riapriranno; la definizione della questione porto, tuttora irrisolta; la riqualificazione di Palazzo Sirena, lasciato al suo destino, e la manutenzione delle strade, anche e soprattutto quelle periferiche».

Nessuna risposta, invece, è ancora arrivata dai vertici del Pd, ai quali Luciani ha rivolto il suo ultimatum. Il segretario regionale Silvio Paolucci, impegnato ieri a Roma nel ruolo di assessore regionale alla Sanità, nel precisare di non aver letto della richiesta di Luciani, ha passato la palla al segretario provinciale Chiara Zappalorto. Quest’ultima, però, è in vacanza all’estero.

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