Il Pd: «È cambiata l’aria uniamoci per vincere»

Fina a M5S e Terzo Polo: noi più forti con Schlein, ora scegliamo il candidato
Se non è un proclama poco ci manca. Di certo la vittoria di Elly Schlein alle primarie del Partito democratico ha ridato ossigeno ai Dem che annaspavano e perdevano progressivamente consensi. Ora il senatore Michele Fina, segretario regionale del Pd e nei giorni scorsi eletto tesoriere dall’Assemblea nazionale del Pd, crede a un cambio d’inerzia del quadro politico e lancia la proposta a livello regionale di una larga coalizione e un candidato comune.
L’appello è rivolto a tutte le forze alternative al centrodestra guidato da Marco Marsilio: dal Movimento Cinque Stelle al Terzo Polo. Le prime reazioni dei potenziali alleati sono di prudente possibilismo, per usare un eufemismo. Il Terzo polo è convinto che esista un veto da parte del M5S, ma dal partito di Conte nessuna conferma. Tra le due forze minori di opposizione una comune richiesta: fare presto. L’intesa, in ogni caso, può nascere trovando un’intesa sui temi più importanti, dal superbonus all’ambiente, dalle infrastrutture all’autonomia.
IL PARTITO DEMOCRATICO
« Il nuovo slancio acquisito dal Partito democratico attraverso il Congresso nazionale, con l’elezione a segretaria di Elly Schlein, apre un contesto politico nuovo, nel quale anche in Abruzzo diventa più naturale costruire una coalizione di tutte le forze che si contrappongono a Marsilio». Non lasciano adito a dubbi le parole di Fina, pronunciate nel corso della riunione di coordinamento politico del Pd Abruzzo, alla quale hanno preso parte dirigenti e rappresentanti istituzionali.
Per Fina «la sfida in Abruzzo è un pezzo della ricostruzione del partito nazionale. La vittoria delle prossime elezioni regionali è fondamentale: da qui Meloni è entrata in Parlamento, qui Fratelli d’Italia ha eletto il suo primo presidente. Il nuovo clima nazionale ci consente di avere ancora di più un contesto nel quale è possibile competere e batterci, innanzitutto perché si apre in modo nuovo una possibile cornice delle alleanze. Il Pd prima del Congresso era oggetto di un’erosione dei consensi, una circostanza che ha condizionato in negativo la sua capacità di fare alleanze: basta vedere quanto accaduto in Lazio e in Lombardia. Ora invece il quadro è cambiato perché la nuova forza del Pd, grazie alla centralità acquisita dopo l’elezione di Schlein e alle sue prime efficaci azioni, è la garanzia della riapertura delle interlocuzioni».
Il problema da superare è quello delle alleanze. «Noi finora», precisa Fina, « sul livello regionale abbiamo fatto il nostro, coltivando dialogo e buoni rapporti tra rappresentanti istituzionali. Naturalmente non basta, dobbiamo mettere assieme tutte le forze alternative a Marsilio. La crescita ulteriore del Pd potrà aiutare. Questo è il nostro lavoro principale in questo anno, nel quale ci sono importanti altri appuntamenti elettorali a cominciare da quello di Teramo, che ci separa dal voto regionale: l’individuazione del candidato presidente dovrà essere il punto conclusivo, dovrà essere una figura in grado di unire».
Il segretario del Pd Abruzzo ha indicato che dal Congresso regionale del partito «vanno presi gli elementi positivi per mutuarli sul livello regionale. Il Pd abruzzese deve scrivere un progetto per l’Abruzzo che sia la nostra piattaforma unitaria». Tra i temi su cui concentrare le battaglie Fina ha indicato quelli dove Fratelli d’Italia e la destra si sono dimostrati carenti e hanno deluso le aspettative degli elettori: la questione dello stop al superbonus, le infrastrutture, i rischi del progetto dell’autonomia differenziata. «In generale», ha concluso, «è finita la luna di miele del governo Meloni, quella in cui aveva credito a prescindere».
il terzo polo
Il coordinatore regionale di Italia Viva, Camillo d’Alessandro, è molto diretto: «C’è un tavolo della coalizione? Esistono veti sulla coalizione?». «Entro aprile», aggiunge, «il Pd deve dirci se c’è una coalizione e se accetta o meno i veti del M5S nei confronti del Terzo polo. Io lavoro a costruire, noi non poniamo veti, ma neanche li subiamo. La domanda è chiara, perché credo che lo schema scelto dal coordinamento regionale sia molto pericoloso per costruire l’alternativa a Marsilio: prima dell'estate fanno il loro congresso regionale, poi fanno passare l'estate, a settembre-ottobre ci diranno cosa pensano sul veto nei confronti del Terzo polo, caso mai dicendoci che è insuperabile. E secondo loro gli altri stanno aspettando i loro comodi? Si voterà alle regionali presumibilmente tra fine febbraio e marzo 2024 e il Pd a meno di un anno dalle elezioni che fa? Gli appelli. A chi? Entro aprile il Pd deve dirci cosa vuol fare altrimenti il primo maggio noi partiamo per costruire il Terzo polo che sarà costituito da più liste». «Non siamo noi che rompiamo il campo largo dell’alternativa», precisa D’Alessandro, «noi vogliamo sederci al tavolo anche del M5S a livello regionale per capire se ci sono le condizioni programmatiche per stare tutti insieme. L’ho detto a tutti, a partire da Azione, che nella terra in cui è stata eletta la Meloni c'è una ragione nazionale per sedersi al tavolo con tutti, se ci sono le condizioni programmatiche si va avanti e si parte per la campagna elettorale con programma comune e candidato presidente caso mai terzo, tra le parti».
IL MOVIMENTO CINQUE STELLE
Sul fronte dei Cinque Stelle si professa attendismo. Francesco Taglieri, capogruppo M5S in Consiglio regionale, sposta tutto su un livello nazionale. «Fina non deve rivolgersi al gruppo a livello regionale», osserva, «oggi c’è una struttura con referenti regionali e nazionali. La quadra va cercata a livello nazionale. Intorno a un tavolo e su punti programmatici oggi si può anche ragionare sulle elezioni future nel 2024. Il tema che bisognerebbe far capire un po’ a tutti è che coalizione non significa perdere l’identità, significa mettere attorno a un tavolo i punti programmatici che raccolgono le istanze dei cittadini abruzzesi. Questo è il primo passaggio che va fatto». Sulle possibilità di raggiungere un accordo di coalizione, Taglieri dichiara che «non è impossibile cercare un’intesa a livello nazionale e anche per la Regione Abruzzo. Bisogna intendersi su quali siano le priorità: sanità pubblica, trasporti, sociale, ambiente, imprese, efficientamento energetico. Su questo il tavolo si può aprire domattina, bisogna creare a livello nazionale un perimetro ben definito per vedere quali sono gli attori che si siedono attorno a questo tavolo».
«Sul Terzo polo», conclude, «il veto iniziale era legato alle dichiarazioni di Carlo Calenda e Matteo Renzi che forse, invece di scimmiottare, dovrebbero prendere in considerazione che la politica è fatta di una visione, di una programmazione. Attorno a un’idea ben precisa tutti possono ragionare. Il Terzo polo sta cambiando nelle ultime ore, prima sembrava che avesse gli occhi a cuoricino con il centrodestra e oggi è molto critico. Il problema è che il Terzo polo deve capire dove sta. La coalizione non perde l’identità delle persone. Il M5S resta il M5S, nel nostro Dna ci sono le comunità energetiche, l’efficientamento, l’autonomia, le politiche sociali, la sanità pubblica, il salario minimo. Servono contenuti, di visioni e programma, cosa che Marsilio non ha. Non ha un atto di programmazione, sono 4 anni che fa propaganda e ha perso la fiducia che gli abruzzesi gli hanno dato. Basta vedere i risultati su sociale e sanità».

