Il perito scagiona Strada dei Parchi

Pescara, il professor Chiaia: manutenzione fatta, mai stati rischi di crollo viadotti
PESCARA. Si è tenuta ieri una nuova udienza al tribunale di Pescara nell’ambito del processo sui presunti inadempimenti di Strada dei Parchi nella manutenzione dei viadotti dell’autostrada A25 del tratto pescarese. Nel corso della seduta, il giudice per l’udienza preliminare, Francesco Marino, ha chiesto al professore Bernardino Chiaia, docente del Politecnico di Torino e consulente della pubblica accusa, se le limitazioni al transito dei mezzi pesanti sui quattro viadotti pescaresi, disposte dal Ministero Infrastrutture e Trasporti con un’ordinanza del 26 ottobre 2018, fossero necessarie.
Chiaia, alla presenza del pubblico ministero Luca Sciarretta, ha riferito che non c’è mai stato «nessun pericolo di crollo» per i viadotti oggetto dell’indagine (Popoli, Bussi, Gole di Popoli e Svincolo di Bussi) e che la decisione di limitare il transito è stata frutto di un provvedimento precauzionale da parte del Mit, dettato dall’onda emotiva seguita al crollo del ponte Morandi a Genova.
Nel corso dell’udienza i sette dirigenti di Strada dei Parchi imputati hanno chiesto il rito abbreviato e i legali hanno prodotto le sentenze di Teramo e de L’Aquila che, si ricorda, relativamente alla manutenzione di viadotti e sulla base delle perizie dello stesso tenore sostanziale, hanno assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” tutti gli imputati. Lo stesso professor Chiaia, nella perizia depositata al Tribunale dell’Aquila, aveva dichiarato che le limitazioni al transito dei veicoli disposte con apposite ordinanze a partire dall’autunno del 2018 «sono state adottate, in via cautelativa, in ossequio alle disposizioni impartite dal Mit» e che queste siano state «funzionali più a contenere l’allarmismo dell’opinione pubblica (generato dai fatti di Genova, oltre che da alcune trasmissioni televisive che avevano riguardato anche la tratta autostradale aquilana), che a reali esigenze connesse alla circolazione sulla rete autostradale».
Nella prossima udienza dell’8 febbraio 2024 ci saranno la requisitoria del pm, le richieste gli avvocati delle parti civili (Mit, Anas, Codacons, ecc) e le arringhe dei difensori degli imputati. Nella successiva e ultima udienza, già fissata per il 29 febbraio 2024, il giudice per l’udienza preliminare emetterà la sentenza di primo grado. (u.c.)

