Il pescato aumentato del 30% dopo il fermo E i prezzi scendono

23 Ottobre 2014

Dimezzato il costo delle triglie, le sogliole a 12-15 euro al chilo Poca spesa per le fritture, tariffe invariate per scampi e cefali

PESCARA. Terminato il fermo biologico a settembre, come già accaduto negli anni precedenti, aumenta anche la quantità di pesce pescato, soprattutto entro le prime sei miglia dalla costa, che è il tipo di pesca maggiormente praticato dai pescatori locali.

Con un conseguente abbassamento dei prezzi al consumo, inversamente proporzionale al pescato, almeno per quanto riguarda alcuni tipi di pesce.

Se infatti il pescato è aumentato di circa il 30 per cento, fanno sapere alcuni armatori e commercianti, dall’altro lato la stessa percentuale si riscontra nella diminuzione dei prezzi del pesce al chilo.

«È un fenomeno che si verifica ogni anno», spiega Massimo Camplone, uno degli armatori storici della marineria di Pescara, riferendosi all’aumento della quantità di pesce pescato nel periodo successivo al fermo biologico.

«L’aumento riguarda soprattutto la quantità di sogliole pescate, dei merluzzetti e comunque di tutto quel tipo di pesce che si usa per il brodetto», aggiunge ancora Camplone. «Pertanto», argomenta, «anche i prezzi sono scesi di circa il 30%».

Di «eccezionale», poi, osserva Camplone, negli ultimi giorni c’è stata soltanto una grande battuta di pesca per le alici, per le quali alcuni operatori hanno riportato in porto 800 casse di acciughe.

«Sì, certo», aggiunge un commerciante ittico, che cura una rivendita al supermercato Tigre di viale D’Annunzio, Gabriele Romano, «un aumento del pescato c’è stato, soprattutto per quanto riguarda le triglie e le cosiddette “gallinelle”. Ma siamo nella norma del periodo relativo al post fermo biologico».

I prezzi al dettaglio, invece, li sciorina Giacomo Pennese, dal suo punto vendita del mercato ittico.

«Generalmente, adesso in media c’è un ribasso sul prezzo al chilo di circa il 30 per cento», specifica Pennese. «Noi stiamo vendendo le triglie a cinque euro al chilo, da dieci che costavano prima, mentre invece le sogliole da 20 euro, la somma per la quale prima si vendevano al chilo, sono scese a 12-15 euro».

Buono il periodo ora soprattutto per preparare le fritture, in quanto per merluzzetti e altro bastano anche cinque euro per un chilo.

E poi per le pannocchie, che al momento vengono vendute a metà prezzo: anch'esse costano cinque euro al chilo. Stabili invece gli scampi (si arriva a cinquanta euro al chilo) e i cefali (3-4 euro al chilo).

©RIPRODUZIONE RISERVATA