Il piano degli esperti per la pineta: «Stop agli interventi per 5 anni»

PESCARA. Una riforma organizzativa per la Riserva dannunziana attraverso l'istituzione di un comitato di gestione, di un direttore e di un comitato scientifico. È la richiesta centrale che una...
PESCARA. Una riforma organizzativa per la Riserva dannunziana attraverso l'istituzione di un comitato di gestione, di un direttore e di un comitato scientifico. È la richiesta centrale che una ventina di associazioni ambientaliste, riunite nel coordinamento «Salviamo gli alberi di Pescara» hanno formalizzato in un documento durante il consiglio comunale di ieri all'Aurum.
Convocata in sessione aperta al pubblico, su sollecitazione del Movimento 5 Stelle, sul futuro della riserva dopo il devastante incendio del primo agosto, l'assise ha visto una folta partecipazione di cittadini e rappresentanti delle associazioni, oltre che dell'assessore regionale Emanuele Imprudente. Tanti gli interventi che si sono susseguiti. Tra gli altri, Luigi Di Benedetto, della Guardia civile ambientale, che ha manifestato la disponibilità dell'associazione, già annunciata con un progetto depositato in Comune, ad attuare una vigilanza dentro la riserva h24; Giulio De Collibus, dell'Archeoclub ed Elio Torlontano del Touring club che hanno anticipato i contenuti del documento presentato dalle associazioni. E poi ancora Giovanni Damiani, dell'associazione Gufi, Gruppo unitario foreste italiane, che ha ribadito la necessità di «non consentire a nessuno di lucrare sugli incendi. Vanno rimossi immediatamente gli alberi palesemente morti che possono costituire un pericolo, ma poi bisogna lasciare alla natura il suo tempo e puntare sulla sua ripresa naturale. È necessario un comitato tecnico scientifico multidisciplinare, per valutare questa evoluzione e poi redigere uno studio».
«Abbiamo delle leggi che risalgono a 20 anni fa, sulla riserva», ha sottolineato Simona Barba che ha consegnato il documento. «E in questi 20 anni sono state tradite». Da qui la proposta dell'istituzione degli organi di gestione. Il consiglio è stato anche l'occasione per il sindaco Carlo Masci di riepilogare le azioni messe in atto sin dai giorni subito successivi all'incendio, a cominciare dalla costituzione del gruppo di esperti composto da Nevio Savini, generale in pensione dei carabinieri forestali, Dario Febbo, già direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Gran Sasso Monti della Laga, e Gianfranco Pirone, già professore ordinario all'università dell'Aquila in Ecologia vegetale e geobotanica.
«La rinascita della pineta deve essere un percorso che ha bisogno di esperti», ha detto Masci. «Questo gruppo contiene anche rappresentanti di tre associazioni ambientaliste, Legambiente, Wwf e Ambiente e/è vita, a cui voglio aggiungere due giovani, per ascoltare le voci di coloro che vivono e continueranno a vivere questa città. E poi ci sarà un gruppo politico, formato dall'assessore con delega all'ambiente Gianni Santilli, dal presidente della commissione Ivo Petrelli e da un consigliere delle forze di opposizione».
Tra le richieste del coordinamento «Salviamo gli alberi di Pescara» anche la prudenza nelle azioni post incendio, con il suggerimento, di non fare interventi senza avere conoscenza della ripresa vegetale per almeno 5 anni. E poi ancora trasparenza negli investimenti passati e futuri; non abbattere alberi adulti; e che venga modificato il progetto della nuova via Pantini traslando il tracciato e garantendo la realizzazione di passaggi ecologici per la fauna. Molte delle proposte delle associazioni erano contenute anche in un ordine del giorno proposto dal gruppo del Movimento 5 Stelle, e sostenuto dalle altre forze di opposizione, respinto dalla maggioranza, a conclusione della seduta. Una bocciatura anticipata di fatto dal sindaco nell'intervento conclusivo, che aveva invitato i consiglieri a ritirare la proposta, perché «non è il momento di votare atti politici. Ora sono gli esperti che dovranno dire cosa fare per il futuro della riserva», ha chiuso Masci.

