Il piano per la Nuova Pescara: incentivi ai dipendenti comunali

Proposta del deputato Pd D’Alfonso per velocizzare la fusione con Montesilvano e Spoltore Testa: «Niente atti di forza, avanti sotto il segno della concordia». Pagano: «No al rinvio al 2027»
PESCARA. Un sistema di incentivi per i dipendenti comunali affinché si facciano carico del lavoro ordinario delle loro strutture di appartenenza e di quello straordinario legato alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. È l’impegno preso da Luciano D’Alfonso, senatore uscente e presidente della commissione Finanze in Senato, e ora eletto per il Pd alla Camera dei deputati. Con la presenza a Palazzo Montecitorio di tre pescaresi – Nazario Pagano, anche lui senatore uscente e appena eletto onorevole con Forza Italia, Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, e D’Alfonso – il progetto di istituzione della Nuova Pescara continua a tenere banco anche sul piano nazionale. Nei mesi scorsi, grazie a un lavoro congiunto che ha visto uniti parlamentari e consiglieri comunali dei tre Comuni di diverse estrazioni politiche, la fusione è stata inserita in due emendamenti diversi: uno, nel dl Ucraina, che ha portato 105 milioni di euro per 10 anni e l’altro recentissimo, nel dl Aiuti bis, che ha esteso anche alle commissioni intercomunali le regole disciplinate dal Testo unico degli enti locali, legate ai permessi giustificati, ai gettoni e ai rimborsi riconosciuti per la partecipazione agli organismi comunali.
«Adesso c’è da mettere a segno un terzo traguardo», scrive D’Alfonso in una lettera indirizzata ai consiglieri comunali delle tre città, «far nascere per legge una pianta organica dedicata per la Nuova Città. Lavorerò per fare in modo che a dicembre arrivi una norma che riconosca per 10 anni un’indennità speciale per questo grande prodotto della fusione».
«Il territorio può contare su tre parlamentari, il sottoscritto, Pagano e D’Alfonso, due in maggioranza e uno in opposizione», analizza Guerino Testa, «che dovranno occuparsi in maniera seria, senza slogan, della Nuova Pescara e portare a casa un risultato concreto. Sono sempre stato convinto dell’importanza della fusione, sia per il suo valore in sé, che perché è il frutto di una richiesta fatta dai cittadini con il referendum. Credo che ora dobbiamo far dialogare le tre amministrazioni, trovare una concordia locale, perché non va fatto nessun atto di forza e bisogna capire qual è il tempo più giusto per creare una nuova città in grado di dare servizi di serie A. Rincorrere una data creando problemi ai cittadini dei tre comuni è sbagliato».
Conferma l’impegno a tenere il processo nell’agenda del governo, Pagano. «Occorre agire su tutte le questioni tecnico-amministrativo che verranno sollevate. È la prima volta che si lavora per arrivare alla fusione di una città di quasi 200 mila abitanti e quindi vanno analizzate e superate tutte le problematiche che si incontreranno», afferma. Dal parlamentare arriva anche una spinta a stringere con i tempi, tema che al momento tiene vivo il dibattito tra i fautori di uno slittamento al 2027 e chi preme per il 2024. «Non penso sia auspicabile lo slittamento al 2027, perché ci allontaneremmo troppo dal referendum, che ha dato il via a questo percorso».

