Il piccolo Diego si è svegliato: sta meglio e riconosce la mamma

Arriva la buona notizia dall’ospedale di Ancona: migliora il 12enne, unico sopravvissuto dell’incidente Il bambino non riesce a parlare, ma interagisce con la madre e lo zio. La preside: vogliamo riabbracciarlo
MONTESILVANO. Diego si è svegliato e ha riconosciuto la sua mamma. Finalmente una buona notizia per la famiglia di Andrea Silvestrone, il campione di tennis paralimpico morto sabato scorso in un incidente stradale sulla A14 insieme a due dei suoi tre figli, Nicole di 14 anni e Brando di 8. All’indomani dei funerali delle tre vittime, celebrati giovedì mattina, il terzo figlio dell’atleta, unico sopravvissuto allo schianto e ricoverato in Rianimazione ad Ancona da una settimana, è stato estubato e ha riaperto gli occhi. Al suo fianco il dodicenne ha trovato la madre Barbara Carota e lo zio materno, Paolo, che finora è sempre stato al suo capezzale, anche se dall’altro lato del vetro. Ieri è stata, invece, la prima volta della madre montesilvanese che, seppure distrutta dal dolore per la perdita degli altri due figli e dell’ex marito, con cui aveva mantenuto un ottimo rapporto, ora concentra tutte le sue forze per stare vicino al suo bambino.
I medici del reparto di Rianimazione infantile dell’ospedale Salesi di Ancona, dove Diego sabato è arrivato cosciente ed è stato poi sedato e intubato, avevano alleggerito già da giovedì la sedazione consentendo ieri al dodicenne di riaprire gli occhi. Nonostante sia ancora impossibilitato a parlare, Diego ha dimostrato di riconoscere sia la mamma che lo zio Paolo, con grande sollievo dei familiari. Le condizioni del bambino, che non è ancora stato dichiarato fuori pericolo e resta in prognosi riservata, appaiono dunque lievemente migliorate rispetto ai primi giorni. In questa settimana, il bambino è stato sottoposto a due interventi chirurgici, uno di ortopedia a un braccio e a una gamba e l'altro maxillo-facciale.
«Adesso puoi andare da Diego che ti aspetta e sentirai che in lui ci sono tutti», aveva dichiarato don Cristiano Marcucci durante il funerale di Andrea, Brando e Nicole, rivolgendosi alla madre montesilvanese. E la donna non ha atteso un giorno in più per correre dal suo unico figlio rimasto in vita. Diego, che ancora non sa che il suo papà, sua sorella maggiore e il suo fratellino non ci sono più perché, in quel drammatico viaggio, la loro vita si è spezzata per sempre. Ad attendere con fiducia che le sue condizioni di salute migliorino sono anche i suoi compagni di classe, la 2ª F della scuola media di via Olona, dove troverà il suo banco pieno di scritte di incoraggiamento e tanti amici pronti ad abbracciarlo. Compagni che giovedì non sono andati a scuola per rendere l’ultimo saluto ai fratelli e al papà di Diego, sedendosi vicini e abbracciandosi per farsi forza. «Non vediamo l’ora che torni a scuola», ha commentato la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Villa Verrocchio, Enrica Romano, presente al funerale. «Siamo pronti a fare una grande festa per celebrare il suo ritorno che ci auguriamo possa essere il più rapido possibile».

