Il plauso al sindaco Maragno: operazione storica per la città
MONTESILVANO. Lo sgombero del “ghetto” di via Ariosto divide la città, tra chi è contrario all'intervento e chi plaude all'amministrazione comunale e alle forze dell’ordine. «Ringraziamo soprattutto...
MONTESILVANO. Lo sgombero del “ghetto” di via Ariosto divide la città, tra chi è contrario all'intervento e chi plaude all'amministrazione comunale e alle forze dell’ordine. «Ringraziamo soprattutto il sindaco», dice il presidente di Federalberghi Pescara, Emilio Schirato, «per la determinazione e l’impegno che, in questi mesi, ha dedicato alla soluzione di questo annoso problema di carattere sanitario e di sicurezza urbana che da anni appariva irrisolvibile e creava degrado e illegalità proprio a ridosso della zona dei Grandi Alberghi».
Sulla stessa lunghezza d’onda Confartigianato Pescara che vede lo sgombero come «un durissimo colpo alla contraffazione, alla prostituzione, allo spaccio di droga e alla criminalità, fenomeni che danneggiano non solo i cittadini, ma anche la nostra economia». Consensi per Maragno anche dal mondo politico. «Lo sgombero di via Ariosto rappresenta la importante presa di posizione di un sindaco che ha saldo tra le mani il timone per guidare la città», commenta l’ex presidente della Provincia, Guerino Testa. «Maragno ha dimostrato il coraggio di cui ogni sindaco dovrebbe essere portatore nell'interesse della comunità», dicono Carlo Masci (Forza Italia) e Armando Foschi (Fratelli d’Italia). Intanto, alle accuse della Sinistra, il consigliere di maggioranza Adriano Tocco risponde: «Questa amministrazione ha avuto il coraggio e la determinazione, come nessuno ha fatto, negli ultimi 20 anni, di porre fine a una situazione di illegalità accertata. Gli unici che oggi fingono di non vedere e gridano allo scandalo sono i rappresentanti di Sinistra italiana e Rifondazione comunista, ai quali evidentemente non importa sapere che persino i minorenni potevano procurarsi sostanze stupefacenti in via Ariosto».
Quanto al futuro della zona, Tocco garantisce: «Non vi saranno certamente premi di cubatura per chi riqualificherà l’area e chi accusa l’amministrazione di aver fatto tutto per avvantaggiare nuove costruzioni è disonesto intellettualmente».
«La verità», osserva Mauro Orsini, «è che abbiamo condotto un’operazione che entrerà nella storia della città, mentre chi critica e pratica la cultura del sospetto dovrà farsi un esame di coscienza e vergognarsi». A dirsi preoccupato è, però, anche un grande sostenitore dello sgombero, Marco Forconi, di Fratelli d’Italia. «Il reparto celere lunedì andrà via, lasciando la città in balìa di extracomunitari che non hanno nulla da perdere. Chiedo la proroga del servizio antisommossa; l’intervento dell'esercito per gravissimi motivi di ordine pubblico, in pattugliamento misto; l’allontanamento del prefetto, colpevole di aver accettato pienamente dal governo centrale l'ordine di intervento a "basso profilo"». (a.l.)
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