Il pm: è omicidio colposo Ma per ora senza indagati

22 Maggio 2019

Fascicolo contro ignoti. Gli inquirenti escludono la causa del corto circuito Sopralluogo del magistrato nella stanza del rogo. Oggi l’autopsia

PESCARA. La procura della Repubblica di Pescara apre un fascicolo sull’incendio che si è sviluppato nella serata di lunedì in un reparto della clinica privata Villa Serena di Città Sant’Angelo che ha provocato la morte di due pazienti di psichiatria: un uomo di 51 anni di Vasto e un altro di 63 anni di Roccamontepiano. Omicidio colposo e incendio colposo sono le due ipotesi di reato, attualmente contro ignoti, che il sostituto procuratore Rosangela Di Stefano ha individuato. Sarà infatti necessario un lavoro lungo e delicato prima di riuscire d individuare chi potrebbe avere, accidentalmente o non, provocato quell'incendio. La procura, per il momento, dopo aver ascoltato nell’imminenza dei fatti i vigili del fuoco, tende a escludere un corto circuito come causa dell’incendio.
E proprio per questo motivo diventa tutto più difficile, vista anche la natura dei ricoverati: molti con problemi psichici anche piuttosto gravi e che dunque non sono in grado di dare un aiuto alle indagini.
Nella giornata di oggi il medico legale Cristian D’Ovidio dovrebbe effettuare l’autopsia sui due pazienti deceduti, uno dei quali sarebbe morto carbonizzato: l’esame autoptico potrebbe slittare di un giorno solo se la procura non dovesse riuscire a fare in tempi strettissimi le notizie di quell’atto irripetibile ai familiari delle vittime che potrebbero farsi assistere da un consulente di parte.
Le vittime si trovavano in una stanza del reparto di psichiatria con tre letti ed erano pazienti allettati, ricoverati da 8-10 anni, quindi con patologie serie. Il terzo ospite, fortunatamente e grazie al pronto intervento di una infermiera, è riuscito a salvarsi.
Lunedì sera, al termine delle operazioni di spegnimento dell’incendio di quell’ala del reparto di psichiatria interessato, sul posto si è recato il magistrato Rosangela Di Stefano che ha fatto un sopralluogo nella stanza dove si sono sviluppate le fiamme e dove erano ancora presenti i due pazienti deceduti: stanza che peraltro è dotata di finestre bloccate proprio per problemi di sicurezza. Con la piena collaborazione di medici e infermieri del reparto, con in testa il primario Raffaele De Leonardis, il pm ha fatto riunire tutti i pazienti in un locale, una trentina di persone, con la speranza di riuscire a ottenere qualche informazione utile alle indagini. Ma è stato un tentativo andato a vuoto, come d’altronde aveva anticipato lo stesso primario, proprio per la natura delle patologie che affliggono quei pazienti. Adesso non resta che attendere i risultati delle indagini del Niat, lo speciale nucleo antincendio dei vigili del fuoco, per poter avere un quadro più chiaro della situazione e tentare di risalire a chi potrebbe avere innescato quell’incendio, anche involontariamente: magari qualcuno, pazienti inclusi, con un mozzicone di sigaretta. È una delle ipotesi percorribili.
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