Il pm Varone vuole fare il procuratore capo a Chieti

Il magistrato delle grandi inchieste su politici e pubblica amministrazione in lizza per il posto di Mennini: sarà una sfida con l’aggiunto Tedeschini
PESCARA. È il pm che, più di tutti, ha rotto le scatole alla politica: presunte tangenti negli appalti, concussioni nei concorsi, peculati e abusi d’ufficio, tutto questo ha scoperto il pm Gennaro Varone indagando sulla pubblica amministrazione pescarese. Senza riverenza per il centrosinistra, senza riverenza per il centrodestra. Adesso, il pm più temuto dai politici, 51 anni, tarantino d’origine, si sente pronto per assumersi ancora più responsabilità: ha fatto domanda per dirigere la procura di Chieti ora che Pietro Mennini è stato promosso a procuratore generale dell’Aquila. E quella di Varone non è una domanda da ultimo arrivato perché il pm delle grandi inchieste sui politici si gioca le sue carte. Dalla direzione delle indagini, alla direzione dei sostituti procuratori. Un salto non da poco che Varone vuole compiere: a Pescara dal 2002, da tre anni il pm non si occupa più di politica ma di reati collegati alla criminalità economica e finanziaria: usura e riciclaggio, bancarotte, evasioni fiscali.
Sfida per Chieti. Insieme a lui hanno già fatto domanda per guidare la procura di Chieti il procuratore aggiunto di Pescara Maria Cristina Tedeschini e il pm di Teramo Bruno Auriemma. I termini per avanzare le candidature scadranno il prossimo 4 aprile e Varone ha già presentato la domanda. Ma ci sono ancora 4 giorni prima della chiusura dei termini: Varone potrebbe presentare domanda anche per L’Aquila, un’ipotesi però remota. È soltanto una coincidenza, ma nell’ufficio del pm al terzo piano del palazzo della procura sembra già tirare un’aria di smobilitazione: i disegni sono spariti dalla parete dietro alla scrivania e un quadro poggiato a terra accanto ai faldoni fa pensare a un addio. Ma è un caso: se l’ipotesi Chieti non dovesse concretizzarsi, il pm rock non si muoverebbe da Pescara.
Inchieste e musica. Pm rock sì, questo è il soprannome che è stato dato a Varone a causa della sua passione per la musica: quando non è in procura, Varone scrive canzoni e suona. Più che rock, Varone è un cantautore che ha all’attivo già tre cd: «Sognare le cose impossibili» nel 2012, «Dentro i giorni» nel 2013 e «La notte e la sposa» nel 2014. Il quarto cd, di cui è stato anticipato già il singolo «Cani sciolti», è in lavorazione. Una passione che punta sempre verso la solidarietà: sarà così anche il prossimo 13 maggio quando Varone suonerà a Sulmona e raccoglierà fondi per una casa famiglia.
Equilibri politici. Ma quante possibilità ha davvero Varone di essere nominato a capo della procura di Chieti? Ormai non vale più il titolo dell’anzianità di servizio e la nomina è effettuata dal Consiglio superiore della magistratura che, al vertice, ha proprio un teatino, Giovanni Legnini, esponente Pd. Ipotesi di fantagiustizia dicono che il centrosinistra, finito spesso nel mirino del magistrato, potrebbe essere inviso alla nomina di Varone: su questo c’è da ricordare che Varone è stato il pm che ha guidato l’inchiesta su Luciano D’Alfonso nel 2008 durante il suo mandato da sindaco di Pescara, un’indagine che portò D’Alfonso anche agli arresti domiciliari. Ma c’è da considerare anche un’altra cosa: Chieti è un feudo di centrodestra dove conta l’influenza del parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e il sindaco Umberto Di Primio è del Nuovo centrodestra, stesso partito del sottosegretario alla Giustizia, la pescarese Federica Chiavaroli. La nomina del nuovo procuratore, quindi, si giocherà anche su equilibri politici e ruoterà attorno a una domanda quasi retorica: quanto dovrà essere distante dalla politica il nuovo procuratore? Perché Varone, sicuramente, è un magistrato al di sopra della politica e lo dicono le sue inchieste che hanno colpito indistintamente centrosinistra e centrodestra: oltre agli esponenti di spicco del centrosinistra come D’Alfonso e l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, tra gli imputati eccellenti si contano anche rappresentanti del centrodestra, un altro ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo sospiri.
Coppia degli arresti. A Chieti, poi, Varone ritroverebbe il giudice Luca De Ninis: è stato proprio De Ninis il gip che, a Pescara, ha firmato gli arresti dei colletti bianchi chiesti da Varone.
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