«Il porto tornerà più forte ma si rispettino i tempi»

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Giampieri, è ottimista Ma avverte: «Sui lavori faremo un controllo esasperato, saremo dei cerberi»
PESCARA. «Provengo dal mondo dell'impresa e capisco quanto è drammatico per gli imprenditori portuali non poter contare su tempi certi. Quest’anno è andata così, ma dopo che i lavori della diga foranea sono stati appaltati nutro un regolato ottimismo. Non sono persona dai facili annunci, ma mi sento di dire che per l'estate 2018 faremo di tutto per dare a Pescara un’economia più forte».
Ci prova come può, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale Rodolfo Giampieri, presente ieri mattina alla tavola rotonda della Camera di commercio, a stemperare le difficoltà in vista dell’ennesima stagione balneare che si prospetta catastrofica per la città e il suo indotto. Nonostante gli annunci, sventolati dalla politica nei giorni delle festività natalizie, la farraginosa macchina pubblica ha determinato lo slittamento a settembre del taglio della diga foranea. Con ulteriori otto mesi di tempo per completare il cantiere. La parola d’ordine, ora, è «accelerare il più possibile e non perdere altri mesi».
Presidente, che cosa si può fare per invertire la rotta?
«Non bisogna guardare al passato, ma in avanti. L’iter è tracciato, però adesso dobbiamo fare il possibile e impegnarci al massimo affinché si rispettino le scadenze e si accorcino i tempi. C’è bisogno di responsabilità. Gli amministratori hanno fatto un ottimo lavoro, poiché è quasi un miracolo che il piano regolatore sia stato approvato dopo tutti questi anni. In più, l’abbattimento di una parte della diga foranea è stato appaltato, così come la costruzione della barriera soffolta a nord. Questi interventi rientrano nella necessità di ristabilire l’economia di un territorio che sta soffrendo dal punto di vista balneare».
La strada è quella giusta?
«Sono ragionevolmente ottimista. Ma per essere seri, puntuali e credibili bisogna avere la certezza dei tempi e dei costi. Da parte nostra effettueremo un controllo esasperato, saremo dei cerberi. Il tempo è la variabile essenziale di ogni impresa efficiente: vengono avviati dei lavori, si valutano i risultati, si raddrizza il tiro e poi si cerca di giungere a risultati duraturi. Questo è ciò che chiedo al porto di Pescara».
Che ruolo avrà il porto di Pescara all'interno dell'Autorità portuale?
«Pescara è una pedina fondamentale nello scacchiere dello sviluppo. È stato costituito questo nuovo soggetto giuridico che mette insieme sei porti (oltre a Pescara ci sono Ancona, Falconara, Pesaro, Ortona e San Benedetto ndc), tutti con la stessa dignità. Ci saranno strategie comuni per rendere attrattivi i nostri 215 chilometri di costa, situati al centro della Macroregione adriatico-ionica e dell’Europa. Nessuno resterà indietro. Piuttosto si faranno cose interessanti con chiarezza, lealtà e spirito di collaborazione. Bisogna iniziare a ragionare in un’ottica di rete per i porti, così come avviene per le aziende».
Operatori e balneatori chiedono velocità d’ intervento.
«Ma ci vogliono anche infrastrutture utili che abbiano un mercato di riferimento. Oggi in economia la parola velocità è stata sostituita da accelerazione. Ma questo richiede anche il superamento dei campanili: bisogna avere il coraggio di essere radicati sui territori ma senza perdere di vista le prospettive generali. Parliamo del turismo, del lavoro, della pesca e della cantieristica».
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