Il prefetto lancia l’appello: ragazzi, siate responsabili

20 Agosto 2020

Di Vincenzo (Pescara): «Saranno potenziati nei prossimi giorni i controlli Suggeriamo la massima attenzione e l’adozione di comportamenti corretti»

PESCARA. «Cari giovani, confidiamo nel vostro senso di responsabilità». Ha i toni pacati e rassicuranti di un padre di famiglia il messaggio che il neo prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, 55 anni, nato a Chieti, originario di Rosciano, incarichi a Brescia, Genova, Roma, prima di approdare a Pescara, fa arrivare ai ragazzi e alle ragazze che ogni sera affollano le vie e i litorali della movida di tutta la regione. Dalle 18 alle 6 del mattino, come da ultime disposizioni ministeriali del 16 agosto scorso, la mascherina va messa e tenuta obbligatoriamente anche all'aperto quando si è in compagnia, tra la folla, quando il rischio assembramento è elevato. Si può togliere quando si è soli e non si corrono pericoli di contagio, per sé e gli altri. Il provvedimento firmato dal ministro per la Salute, Roberto Speranza, che chiude anche le discoteche fino al 7 settembre e che guarda in prospettiva alla riapertura in sicurezza delle scuole a settembre, è reso ancora più impopolare nell'estate del Covid, che spinge chiunque a “strappare” il bavaglio che impedisce quasi la respirazione tra temperature bollenti e fastidio fisico. L’appello alla “responsabilità”, ma anche al “sacrificio” di ciascuno, è stato lanciato dal prefetto Di Vincenzo alla vigilia della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in programma oggi dalle ore 10 nella sede prefettizia di piazza Italia, a Pescara. Obiettivo del tavolo programmatico, a cui parteciperanno i rappresentanti delle forze dell'ordine, il questore Francesco Misiti, i sindaci di Pescara, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Spoltore, rispettivamente Carlo Masci, Ottavio De Martinis, Matteo Perazzetti, Luciano Di Lorito e altri amministratori, è mettere a punto le mosse e le strategie dei prossimi controlli che partiranno a breve, entro il fine settimana, lungo il litorale. Le ispezioni della task force di polizia, polizia municipale, Guardia di finanza, carabinieri e Guardia costiera, toccheranno gli stabilimenti balneari, gli angoli della città e i locali, dove la movida impazza ogni notte. E dove si accalcano soprattutto i giovani che dicono di sentirsi i “nuovi untori” a guardare le statistiche degli ultimi contagi che mandano in ospedale anche ventenni e, addirittura, bambini. Fino ad oggi ha prevalso la regola della tolleranza. Presto sarà tolleranza zero. Chi sgarra paga salato: le multe previste, per chi non indossa la mascherina all'aperto e nella calca, variano da un minimo di 400 euro (280 se si salda il debito paga entro 5 giorni) fino ad un massimo di mille euro.
Signor prefetto, domani il Comitato farà il punto sul giro di vite. Cosa dobbiamo aspettarci?
«Non posso anticipare nulla, come può immaginare. Abbiamo un tavolo impegnativo, domani (oggi per chi legge) renderemo noti i nostri obiettivi più dettagliatamente. Di certo ci sarà nei prossimi giorni un potenziamento dei controlli nelle vie della movida, ma noi ci appelliamo al senso di responsabilità di ognuno. Responsabilità, ma aggiungo anche sacrificio, perché mi rendo conto della difficoltà di ciascuno di far rispettare le regole. Quindi suggeriamo la massima attenzione e l'adozione di comportamenti corretti».
Il suo messaggio è rivolto in particolare ai giovani?
«A tutti, in particolare a loro dico: siate responsabili. Noi confidiamo in voi. Responsabilità non vuol dire rinunciare alle attività sociali e al divertimento, ma essere cauti. La mascherina va indossata quando ci si trova insieme agli altri. Le forze dell'ordine stanno sensibilizzando le persone all'uso del dispositivo di sicurezza».
Al suo arrivo, a luglio, ha voluto rendere omaggio alle vittime di Rigopiano. Ieri ha incontrato il sindaco di Città Sant'Angelo e prima ancora di Montesilvano, Pescara, Spoltore, Manoppello. Che territorio ha trovato?
«Mancavo da 26 anni e ho trovato una realtà completamente diversa da come l'avevo lasciata. Vedo un gran fermento istituzionale, città con visioni responsabili e radici solide che attirano turismo, realtà in forte crescita, sociale e culturale. Elemento, la cultura, a cui io, che sono di umili origini, attribuisco notevole importanza per lo sviluppo di un territorio che è ricco di bellezze architettoniche e ambientali. Ho incontrato amministratori che hanno voglia di fare, progettare e che hanno dentro una grande positività. Ora dobbiamo lavorare per mantenere questi standard elevati. E io dico che dobbiamo guardare molto anche al nostro passato perché in esso affondano le radici di valori che vanno preservati. Rileggevo Flaiano poco fa. Ecco, lui ci ricorda che dobbiamo essere orgogliosi della nostra pescaresità e, con più ampie vedute, della nostra abruzzesità».
Microcriminalità, segnali sparsi di inciviltà, povertà varie, derivanti anche dal Covid-19: sono queste le nostre criticità?
«Preferisco non entrare nei dettagli di tali questioni al momento. Sicuramente il territorio vive un disagio sociale ed economico. Per ora posso anticipare che stiamo mettendo a punto un piano contro l'usura e sul monitoraggio di trasferimenti di esercizi commerciali da una proprietà all'altra».
Cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro?
«Ci siamo sacrificati durante il lockdown. Anche attraverso il sacrificio noi diamo il segno della capacità di una comunità di sapere rispondere alle sfide. È sempre stato così, nel passato. Ora è il Covid la sfida del nostro tempo».
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