Il prefetto: più agenti in strada per garantire un’estate sicura

Annuncio al convegno del sindacato di polizia Coisp: da Roma in arrivo poliziotti e carabinieri Il sottosegretario Molteni: non faremo tagli alle forze dell’ordine, apriremo nuovi presidi
PESCARA. Per l’estate arriveranno nel Pescarese i rinforzi. Più uomini e donne delle forze dell’ordine che, a partire da luglio e sino alla fine di settembre, saranno sulle strade a vigilare e quindi a garantire una maggiore sicurezza a cittadini e turisti. Ad annunciarlo è stato il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, ieri, nel corso del convegno “Legalità…parliamone”, organizzato dal sindacato di polizia Coisp con il patrocinio della Provincia e la collaborazione dell’Istituto Rea e di Figec Abruzzo/Cisal. Presente il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, che ha concluso i lavori.
Di Vincenzo, nel suo intervento, ha tenuto a ringraziare il sottosegretario per il potenziamento degli organici delle forze di polizia in un periodo come quello estivo in cui sul territorio circola più gente. Rispetto agli anni precedenti, il numero di poliziotti e carabinieri inviati da Roma sarà maggiore. E la questione organici è stato fra i principali argomenti dibattuti nel convegno, a cui ha preso parte, insieme al prefetto, il vice questore vicario Pasquale Sorgonà e che ha visto gli interventi del segretario generale del Coisp Domenico Pianese, di quello provinciale Gianni Catitti, del segretario generale Figec-Cisal Carlo Maria Parisi, del giornalista Giuseppe Mazzarino. I rappresentanti del Coisp hanno fatto presente che la situazione sia a livello nazionale che locale sul fronte personale «va sempre peggio». Quest’anno solo dalla questura andranno via 30 persone, 52 in ambito provinciale. «Da circa un decennio», ha evidenziato Pianese, «soffriamo sulla nostra pelle una drammatica carenza di risorse umane e in alcuni momenti anche di risorse strumentali e logistiche. E questo a cominciare dalla legge Madia. C’è stato un taglio netto degli organici a cui adesso il nuovo governo sta cercando di porre rimedio Noi oggi abbiamo quasi 10 mila poliziotti in meno sul territorio nazionale, che diventano 20mila in meno se consideriamo gli anni antecedenti alla legge Madia. Di qui la nostra richiesta di un piano quinquennale di investimenti nel settore della sicurezza per recuperare il terreno che è stato perso».
Molteni, da parte sua, ha rassicurato, facendo più volte presente che «il governo vuole investire sulla sicurezza» e sulla formazione: «Un paese senza sicurezza», ha detto, «è un paese che non cresce, non si sviluppa, che non attrae servizi e capitali, che non garantisce i diritti. La sicurezza è libertà, coesione sociale, convivenza civile. Per questo non può mai essere un costo per la collettività. È invece un investimento e una risorsa». Ha quindi evidenziato che nell’ultimo esercizio di bilancio sono stati investiti 100 milioni di euro all’anno per 10 anni per rafforzare gli organici delle forze di polizia, considerando fra l’altro che da qui al 2030 andranno in pensione 40 mila poliziotti: «Per questo governo», ha aggiunto, «non esistono né tagli né chiusure, ma ci sono aperture di presidi di legalità, investimenti sulla videosorveglianza e sugli strumenti di cui necessitano le forze di polizia, risorse per rafforzare il comparto. Stiamo lavorando anche alla riforma della polizia locale. C’è un lavoro, insomma, a 360 gradi per aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini».
Nel corso del convegno si è discusso inoltre della riforma della giustizia e del tema delle intercettazioni: «L’auspicio», ha detto Parisi della Figec, «è che si trovi un equilibrio fra il diritto di informare e il rispetto della persona». «La riforma», ha sottolineato Molteni, «non è contro qualcuno o qualcosa. È per avere una giustizia migliore, più efficiente e più rapida. Le intercettazioni telefoniche sono un mezzo indispensabile di ricerca della prova. Il problema è l’abuso e la pubblicazione di atti estranei rispetto alla rilevanza penale dell'indagine».

