Il preside: «Un episodio grave Aiutiamo i ragazzi a ritrovarsi»

11 Febbraio 2022

PESCARA. «Anche se è un fatto isolato e occasionale, è un episodio grave e non va minimizzato». Il dirigente scolastico del Tito Acerbo, Carlo Di Michele, usa la rissa di ieri per guardare e pesare...

PESCARA. «Anche se è un fatto isolato e occasionale, è un episodio grave e non va minimizzato». Il dirigente scolastico del Tito Acerbo, Carlo Di Michele, usa la rissa di ieri per guardare e pesare il disagio dei giovani, che emerge e si manifesta in tutta la sua profondità in fatti come questo. E la sua riflessione rimanda al ruolo della scuola. Quello che è accaduto, dice, «richiama la scuola alla necessità di un compito educativo sempre più decisivo: i ragazzi vanno aiutati a riscoprire il senso dei rapporti autentici, dell’amicizia e delle parole perché la violenza non è una soluzione. La scuola deve aiutarli a riscoprire la dinamica della loro età, a crescere. I ragazzi devono ritrovare se stessi, conoscere i propri limiti e difetti e riscoprire il rapporto con l’altro, il modo e il gusto di stare insieme». Insomma quanto successo ieri va affrontato con la «dovuta attenzione», dice Di Michele, ma la premessa è che «la nostra è una scuola tranquilla, i due ragazzi sono tranquilli e dovremo capire chi sono gli altri studenti coinvolti. Sono convinto», prosegue, «che questi fatti clamorosi riguardino un numero ristrettissimo di studenti. Ma da questo episodio arriva comunque un richiamo, che riguarda giovani e adulti, a partire dagli insegnanti, per poi capire se e come coinvolgere anche i genitori». L’influenza dei social è fondamentale perché il virtuale sprigiona «violenza e aggressività» e la pandemia ha fatto venir meno «socialità», quella autentica, «e fiducia in se stessi». Ecco perché bisogna «continuare a lavorare per ricostruire rapporti veri. Questi ragazzi sono fragili ma cambiano quando incontrano gli stimoli giusti. Bisogna toccare certe corde, far riscoprire ai giovani le risorse di cui dispongono». (f.bu.)