Il presidente dell’Aca: troppe fogne abusive

Di Baldassarre: il depuratore di Fosso Pretaro funziona
PESCARA. Dal 13 agosto scorso, a Fosso Pretaro, al confine tra Pescara e Francavilla, c’è il divieto di balneazione: troppo alti i valori dei colibatteri. Sono passati 14 giorni e l’Aca, gestore della rete fognaria e del depuratore di Francavilla, non sa ancora perché. «Forse, c’è una rottura nella condotta in mare ma potrebbero esserci anche degli scarichi abusivi, diversi li abbiamo già trovati. Però, non c’è ancora una risposta seria», dice Vincenzo Di Baldassarre, presidente dell’Aca. Al sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che gli chiede di dimettersi, Di Baldassarre risponde che non lo farà.
Il depuratore di Fosso Pretaro, che il 6 luglio scorso ha scaricato in mare una quantità di escherichia coli superiore di 50 volte al limite, non ha l’autorizzazione da quasi un anno: come è possibile?
«È solo un aspetto amministrativo che non investe il funzionamento dell’impianto. I depuratori sono autorizzati ogni 4 anni, adesso, abbiamo presentato l’istanza di rinnovo ed è in corso l’istruttoria alla Provincia di Chieti. Non è uno scarico abusivo come quelli che ci sono davvero. Comunque, il permesso arriverà. Teoricamente, potrebbe essere negato dalla Provincia ma non ci sono motivi».
Durante le analisi dello scorso 6 luglio, una funzionaria della Provincia, contattata dall’Arta, ha ammesso che nessuna pratica era stata presentata per il rinnovo del permesso. Quando è stata presentata la domanda?
«A luglio. Probabilmente dopo il 6, ma i tecnici avevano avviato l’iter già da tempo: non si tratta di un percorso semplice».
È stata trovata la rottura della condotta in mare?
«Vorrei fare una premessa: se si controllano i dati di luglio della qualità dell’acqua per la balneazione si può notare che sono in regola, poi, il 12 agosto si registra una modifica. Mentre, se si considerano le analisi del depuratore, si riscontrano momenti di instabilità a luglio e noi siamo prontamente intervenuti. Inoltre, ho saputo, da una dichiarazione del direttore dell’Arta Mario Amicone che, proprio nel periodo di non balneabilità, il depuratore ha funzionato con valori di escherichia coli a 700 a fronte di un limite di 5 mila. Il problema è che in mare è stato riscontrato un valore ancora più alto. A questo punto, è evidente che ci siano fattori esterni: problemi della condotta o scarichi abusivi, ma dare una risposta certa è difficile».
Di sicuro, il 6 luglio scorso, dal depuratore è uscita una quantità di escherichia coli superiore 50 volte al limite. Un allarme simile riporta anche all’8 marzo. I numeri non sono oggettivi?
«Il dato di marzo ci può stare perché si era verificato un nubifragio e, in casi del genere, le acque bianche si mischiano alle acque nere e l’impianto subisce un sovraccarico. Il dato di luglio, invece, rappresenta un’anomalia, non dico un’analisi sbagliata, perché i valori in mare, subito dopo quell0episodio, erano normali».
Adesso, cosa farà l’Aca?
«Stiamo facendo un’attenta ricostruzione e quando avremo certezza della causa la comunicheremo. Abbiamo scelto un esperto serio in grado di darci le risposte. Poi, si prenderanno le iniziative necessarie».
Il sindaco di Francavilla chiede le sue dimissioni e ha annunciato un esposto e una richiesta di risarcimento danni: cosa risponde?
«Non sono tranquillo, io sono più che tranquillo perché ho fatto più del possibile. E comunque non si può precludere una possibilità di pensiero a Luciani. Però, lui è lo stesso che ha votato i miei predecessori, è lo stesso che ha avallato i piani che hanno escluso i lavori del terzo depuratore a Valle Anzuca, è lo stesso che ha detto no al nostro bilancio. Da quando ci sono io, l’Aca ha avuto un cambiamento a 360 gradi. Se ne sono accorti in tanti, ma questo cambiamento non va bene a Luciani. Secondo me la sua è una polemica sterile».
Perché le sembra strano che Luciani si preoccupi del mare di Francavilla?
«Nel 2012, lo stesso Luciani ha ordinato un divieto di balneazione per la medesima zona ma senza accusare l’Aca e limitandosi a dire, in sintesi, che vuoi che siano 200 metri di mare vietati a fronte di altri 8 chilometri puliti. Ovviamente, in quel periodo, la dirigenza dell’Aca era un’altra. A me non piace urlare e non chiedo le dimissioni di nessuno, ma se si scoprisse che la colpa dell’inquinamento non è del depuratore?».
Quindi, lei dice che è troppo facile scaricare sull’Aca?
«Fa comodo. I proprietari dei depuratori sono i Comuni, noi siamo solo i gestori. Con il Comune di Pescara, collaborando, abbiamo fronteggiato un’emergenza drammatica in via Raiale che avrebbe potuto creare addirittura un anno di disagi e non poche settimane. Mentre, a Francavilla, con Luciani non c’è stato confronto, abbiamo avuto contatti solo con la commissione Ambiente guidata dal consigliere Stefano Di Renzo e questo ci ha permesso di recuperare il progetto di Valle Anzuca che la precedente gestione aveva messo da parte. Noi, invece, l’abbiamo tolto dall’armadio e finanziato con fondi nostri per oltre 1,2 milioni di euro: Luciani si vanta di essersi astenuto sul bilancio dell’Aca, mentre proprio quel documento contiene anche la previsione di spesa per Valle Anzuca. Abbiamo due milioni di utili che Luciani contesta: io penso che una brava famiglia, prima risparmia e poi può pensare a investire. Anche perché, dopo 10 anni di gestione dissennata con 120 milioni di euro di debiti, abbiamo tante cose da pagare».
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