Il primario: «Serve un posto di polizia h24»

6 Agosto 2018

Albani: abbiamo chiesto più volte alla questura di rafforzare il servizio, mancano i mezzi 

PESCARA. Sabato è toccato al poliziotto, ma di recente è stata una dottoressa dello stesso pronto soccorso a essere aggredita rimediando la distorsione di un polso, e due settimane fa è toccato a un addetto al servizio di portierato: aggredito anche lui con relative lesioni. Tre episodi che raccontano bene, come puntualizza il direttore del dipartimento Emergenze e urgenze, Alberto Albani, che «Pescara rispecchia quello che sta avvenendo ormai in tutti i pronto soccorso d’Italia. Basta guardare le cronache, con la recrudescenza di aggressioni alle guardie mediche», dice Albani.
Una consapevolezza che in più di un’occasione, e quella di sabato sera è l’ennesima, ha portato il primario a richiedere alla questura un posto fisso di polizia aperto 24 ore su 24, a fronte dei turni garantiti dai tre poliziotti attualmente in servizio in ospedale dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio, e il sabato solo la mattina, barcamenandosi tra l’organizzazione dei turni (che la malattia del collega finirà per peggiorare) e le richieste di intervento che spesso e volentieri arrivano anche dai reparti dell’ospedale.
«Purtroppo», commenta Albani, «come avviene ormai in tutte le strutture della pubblica amministrazione, la coperta è sempre corta. Mettere più uomini da noi per la polizia significherebbe, come mi è stato spiegato, togliere quelle forze dalla strada, dal territorio. Noi ci siamo organizzati comunque, con i vigilantes che stanno all’interno del pronto soccorso e un servizio di portierato h24. Ma il problema», sottolinea il medico, «è che comunque sono figure che non possono intervenire direttamente non potendo procedere agli arresti».
«La verità», conclude amareggiato Albani, «è che è un problema di civiltà. Ognuno fa il comodo suo, sono saltate tutte le regole. E non c’è certezza della pena».(s.d.l.)
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