Il primo cittadino è testimone nella causa Teodoro-Sabatini

PESCARA. Ieri tre testimoni, il prossimo 11 marzo altri 4. È ancora lontana la sentenza nella causa da 250 mila euro intentata da Gianni Teodoro nei confronti di Enrica Sabatini, capogruppo del...
PESCARA. Ieri tre testimoni, il prossimo 11 marzo altri 4. È ancora lontana la sentenza nella causa da 250 mila euro intentata da Gianni Teodoro nei confronti di Enrica Sabatini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Comune.
«Ma io ho la pazienza di Giobbe», ha detto ieri Teodoro sorridendo, «non voglio dire altro: parlerò alla fine perché tutte le cose hanno una fine». Per evitare la ressa delle udienze civili, la causa si è svolta in una stanzetta accanto all’aula 2, a porte chiuse. Come testimone, è stato ascoltato il sindaco Pd Marco Alessandrini: «Mi sono divertito, Siamo stati un’ora e un quarto a parlare di aggettivi». Al centro del giudizio ci sono le parole pronunciate in consiglio dalla Sabatini in merito alla nomina ad assessore di Veronica Teodoro, figlia di 19 anni di Gianni.
Dopo Alessandrini è stato ascoltato il consigliere e capogruppo Pd, Marco Presutti, che ha commentato: «È sempre increscioso quando si finisce nei luoghi della giustizia, la politica dovrebbe restare nei luoghi deputati». E l’audizione di Presutti ha riservato un fuori programma: l’avvocato della Sabatini, il deputato montesilvanese del M5S Andrea Colletti, ha voluto che una frase di Presutti fosse messa a verbale. Eccola: «L’ipotesi che alla prima curva perdessimo due consiglieri comunali non era una circostanza opportuna». Per i grillini, questa frase potrebbe rivelare un possibile ricatto tra i Teodoro e il sindaco per l’assessorato. Colletti, a fine udienza, ha detto: «Il M5S non si lascia intimidire e non svenderà la propria libertà di parola, espressione e critica politica, da pretestuose richieste di risarcimento». In aula non c’era la Sabatini: «Sono a Roma al corso di alta formazione per amministratori locali al quale ho avuto accesso per merito e per competenza», ha scritto sulla sua pagina Facebook. Ascoltata anche la segretaria provinciale Pd Francesca Ciafardini. «In politica», ha detto, «occorre prima di tutto rispettare le persone».

