Il profilo di D’Annunzio simbolo della città

4 Settembre 2020

Il profilo stilizzato di Gabriele D'Annunzio è al centro di un cerchio che resta in parte aperto per lasciare lo spazio alle parole “Città di”. Al di sotto la riproduzione della firma in corsivo di D'...

Il profilo stilizzato di Gabriele D'Annunzio è al centro di un cerchio che resta in parte aperto per lasciare lo spazio alle parole “Città di”. Al di sotto la riproduzione della firma in corsivo di D'Annunzio completa l'immagine, realizzata in colore rosso su un fondo bianco. È questo il nuovo simbolo che affiancherà il logo istituzionale della Città di Pescara, stringendo ancora di più il legame della città che diede i natali al Vate nel 1863.
La Giunta di Carlo Masci ha deliberato ieri l'istituzione del nuovo logo. L'iniziativa era stata anticipata dallo stesso sindaco in occasione della presentazione della “Festa della Rivoluzione”, la rassegna dedicata al genio pescarese in corso fino all'8 settembre. Un modo per rialimentare l'identità di Pescara «su un nome», aveva detto il primo cittadino «che è sempre stato presente nella nostra città. Celebrare il Poeta sulla carta intestata del Comune significa amplificarne l’opera, il vissuto e quello stile inimitabile con cui ha saputo sempre contrassegnare una lunga epoca della cultura italiana ed europea. La sua modernità è infatti una delle eredità della sua sfaccettata esperienza. Non è un caso se il suo stile, coniugato in tutte le forme, sia contraddistinto dall’aggettivo “dannunziano”. In lui, anche nelle esagerazioni, si ritrovano tutti gli elementi della vita».
Il nuovo simbolo si accosterà al logo istituzionale in tutta l'attività di comunicazione dell’Ente.
«D’Annunzio caratterizzò una lunga stagione della vita italiana anche al di là della sua celebrata caratura artistica», si legge nella relazione a corredo della delibera, «con un’attività che ne fece un riferimento come creatore di mode, antesignano del copywriter, anticipatore di tendenze, precursore di modelli politici, innovatore dei costumi. Si consideri altresì che non esiste città italiana che non abbia una via o una piazza dedicata al Vate, cosa che ne fa un preciso riferimento alla città d’origine». «Vogliamo che il logo Città di Gabriele D’Annunzio diventi una specie di passepartout storico, letterario e culturale dall’immediata percezione», conclude Masci. (m.pa.)