«Il progetto è incompleto, non risolve nulla»

18 Ottobre 2017

De Sanctis (Forum H2O): sono interventi minimali, manca la rimozione degli inquinanti

PESCARA. «Qui si fa melina mentre la Valpescara soffre». Il progetto presentato da Edison al ministero sulla bonifica del sito Tre Monti non piace agli ambientalisti del Forum H2O. «Non è un progetto di bonifica e prevede interventi minimali sugli inquinanti, senza la rimozione della stragrande parte del materiale contaminato, la fonte di inquinamento», dice Augusto De Sanctis. Di conseguenza è «un progetto totalmente inaccettabile. Aspettavamo documenti corposi, cronoprogrammi, costi, previsioni di rimozione totale delle masse di rifiuti interrati e terreni contaminati per decine di migliaia di mc. Tempi certi. Le poche decine di pagine di elaborati depositati ci paiono di fatto costituire uno studio di fattibilità limitato in gran parte ad interventi a valle che non risolvono a monte il problema. Non è una bonifica ma al massimo una parte, peraltro basata su iniziative neanche di sicuro successo, della messa in sicurezza di emergenza. Non si procede, quindi, a togliere il materiale che produce inquinamento. In tutto è prevista la rimozione di 600 mc di materiali a fronte di oltre 150.000 mc di terreni e rifiuti contaminati stimati dalle caratterizzazioni della Procura e del Commissario». Sostanzialmente, continua De Sanctis, «la proposta di Edison prevede il completamento della palancolatura, che fu presentato come intervento di messa in sicurezza di emergenza dall’allora commissario Antonio Goio. Poi un telo di plastica fissato a mo’ di barriera nella parte nord per cercare di confinare la falda. Infine alcuni interventi come l'ossidazione chimica in alcuni punti i più critici (determinati a nostro avviso in maniera incompleta) con trattamento sempre a valle delle acque. Facciamo notare che queste modalità di intervento sono in alcuni casi presentate come “campo di prova” perché non sono soluzioni certe».
Critico anche il Movimento 5 Stelle. La consigliera regionale Sara Marcozzi il progetto Edison «arriva tardi e male e non è altro che una messa in sicurezza di emergenza, perché per chiamarlo progetto di bonifica è richiesto un “ottimismo” che gli abruzzesi a distanza di 10 anni non hanno più».