Il questore: «Noi ci siamo ma serve collaborazione»

Il caso dell’Acerbo non è isolato, qualche giorno fa maxi rissa tra ragazzini nell’area di risulta Liguori: «Iniziano sui social e poi passano alle vie di fatto. Importante il ruolo delle famiglie»
PESCARA. «I litigi iniziano quasi sempre sui social, sulla piazza virtuale. I ragazzini si prendono in giro e poi quando si incontrano passano alle vie di fatto. Per quanto ci riguarda, cerchiamo di dare risposte immediate». Così il questore Luigi Liguori interviene sul caso dell’istituto Acerbo, la rissa tra ragazzini finita con la coltellata sferrata da un 15enne a un coetaneo colpito per sbaglio, in quanto estraneo alla lite in corso.
Ma per la polizia, che ha subito identificato e denunciato i responsabili, non è l’unico episodio del genere registrato di recente. Un paio di settimane fa, di pomeriggio, una maxi rissa con 20-30 ragazzini fra i 13 e i 17 anni è avvenuta nell’area di risulta. Non si sono avute conseguenze solo grazie all’intervento tempestivo degli agenti. E negli stessi giorni, un’altra rissa si è verificata in piazza Muzii, con il video diventato virale sui social e le successive indagini degli investigatori. Gli stessi che hanno sorpreso dei minorenni a danneggiare i cassonetti dell’immondizia.
«Il fenomeno c’è, si conosce», riprende il questore, «ma non è a livello di allarme. Siamo ancora in una situazione di tollerabilità fisiologica ed è tutto monitorato. Da parte delle forze dell’ordine ci sono risposte tempestive, come mostra l’episodio di due giorni fa e non solo».
Per Liguori, in questi comportamenti violenti dei ragazzi molto hanno inciso i due anni di pandemia, insieme, in alcuni casi, alla disgregazione sociale delle famiglie. «La pandemia ha avuto un effetto di compressione. Una compressione che può provocare eccessi, un senso di ribellione, un non voler rispettare le regole. Di qui l’importanza delle famiglie, quando ci sono. Giorni fa, dopo il danneggiamento dei cassonetti, abbiamo convocato i responsabili in questura, ci abbiamo parlato, abbiamo chiamato i loro genitori. Da quello che stiamo notando, i litigi iniziano quasi sempre sui social. E poi, quando si incontrano, i ragazzi passano alle vie di fatto. Noi cerchiamo di dare risposte immediate. Venerdì scorso ad esempio, proprio nell’area di risulta, dove la settimana prima si era verificata la rissa, abbiamo concentrato l’operazione Alto Impatto. Lì e nel quartiere Rancitelli. Le scintille», sottolinea il questore, «scattano sempre per questioni banali. Per evitare situazioni violente, altissima è l’attenzione sulla vendita e somministrazione di alcol ai minorenni, per cui nelle settimane scorse abbiamo anche chiuso temporaneamente dei locali».
Un’allerta da ieri ancora più alta: con la riapertura delle discoteche, sono stati infatti rafforzati ulteriormente i controlli. Proprio in relazione alla movida, giovedì pomeriggio si è tenuto un tavolo ad hoc del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Specie nel fine settimana, nelle zone dei locali e maggiormente frequentate vigileranno ancora più pattuglie di polizia, carabinieri, finanza e polizia municipale. «Alla luce di quanto accaduto proprio di recente», conclude Liguori, «voglio rivolgere un invito ai gestori dei locali a chiamarci subito, al primo accenno di quello che può essere un litigio o una rissa. Chiediamo la collaborazione. Ripeto, noi ci siamo. Ci siamo sempre». (a.d.f.)
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