Il questore: tolleranza zero su Covid e alcol ai minori

2 Luglio 2020

Controlli a tappeto in locali e discoteche: «Ma non c’è un’emergenza sicurezza»

PESCARA. Prima l'aggressione omofoba ai danni di un 25enne molisano, picchiato mentre passeggiava con il suo fidanzato 22enne, poi quella nei confronti di due filippini.
EPISODI DI VIOLENZA Il teatro è sempre lo stesso, il lungomare all'altezza della Nave di Cascella e in entrambi i casi gli aggressori sono ragazzini, violenti, fuori controllo, forti del muoversi in branco. Si aggiunge all'elenco anche l'episodio di violenza nei confronti di un poliziotto in servizio, picchiato lungo la strada parco da un 34enne appena fermato.
IL COMITATO L'ultima settimana a Pescara è stata un fuoco di fila di aggressioni brutali e inspiegabili, tanto da attirare su di sé i riflettori nazionali e da indurre il sindaco Carlo Masci a richiedere una riunione del comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica in Prefettura. All'incontro, presieduto dal vice prefetto vicario Carlo Torlontano, hanno preso parte tra gli altri, oltre al primo cittadino, il comandante della polizia municipale Danilo Palestini, il comandante provinciale dei carabinieri Eduardo Gambardella e il questore Francesco Misiti. Per quest'ultimo non ci sono dubbi.
BANDE DI MINORENNI «Parlare di un'emergenza sicurezza a Pescara mi sembra eccessivo. L'aggressione al poliziotto fa parte del nostro lavoro. Sono situazioni che possono verificarsi in qualunque momento. Ciò su cui dobbiamo puntare l'attenzione è, invece, il fenomeno sociologico che si nasconde dietro le altre aggressioni che si sono verificate. Ci troviamo di fronte a bande di minori ai quali manca il senso di educazione civica. Non è possibile che ragazzi di 13 o 14 anni si trovino in giro ancora alle 2 di notte. Parliamo di famiglie che non ci sono o non sono sufficientemente presenti. È il momento di fare una distinzione tra repressione e prevenzione e ritengo che la questione sia molto più radicale e vada analizzata sotto il profilo sociale».
Questore Misiti, quali sono le nuove misure che verranno adottate sul piano della sicurezza, emerse dal comitato?
«Lavoreremo su tre linee di intervento. Innanzitutto un controllo specifico sulla movida, poi l'attività di accertamento del tasso alcolemico attraverso l'etilometro e anche il controllo delle emissioni sonore sulla riviera. Misure altrettanto rigide saranno quelle legate al contenimento del coronavirus e al rispetto del distanziamento sociale. In discoteche e locali non saranno tollerati numeri esorbitanti. Non concederemo spazi e margini di manovra a nessuno».
Restando in tema di minori, che tipo di attività metterete in campo?
«Sarà una lotta senza quartiere anche per i locali che somministrano alcolici ai minori. Abbiamo elaborato strategie precise, che ovviamente non rendiamo note, per individuare i luoghi dove i minori si riuniscono e consumano bevande alcoliche. È chiaro che noi faremo attività di controllo, ma non può e non deve diventare uno stato di polizia. Pertanto, è fondamentale che tutti facciano la propria parte: i gestori, ma soprattutto i genitori ai quali lancio un vero appello affinché tengano sotto controllo questi ragazzi».
Ci sono delle zone della città sulle quali punterete maggiormente l'attenzione?
«Gli episodi dei giorni scorsi si sono verificati in pieno centro, sul lungomare. Quindi non possiamo parlare di quartierati o zone periferiche. Va osservata Pescara nella sua globalità, perché continuo a ribadire, è un problema di natura sociale. È una mancanza di civiltà che crea irritazione anche tra quelle persone per bene che vogliono semplicemente uscire e divertirsi».
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