Il racconto di Giuliani e Donati: siamo salvi

Le testimonianze dei due direttori sportivi del ciclismo: «Qui in Turchia vediamo solo devastazione»
PESCARA. Ci sono (anche) due direttori sportivi abruzzesi di squadre ciclistiche bloccati in Turchia. Sono i pescaresi Stefano Giuliani e Alessandro Donati, entrambi, con le rispettive squadre, iscritti al Tour of Antalya. Che si sarebbe dovuto disputare sulla costa turca meridionale tra domani e domenica prossima. Invece la scossa di magnitudo 7.8 nella notte tra domenica e lunedì che ha spostato l'Anatolia di tre metri uccidendo migliaia di persone tra Turchia e Siria, ha indotto gli organizzatori ad annullare la corsa.
Molte squadre si trovavano già in territorio turco per aver corso l'altroieri il Gran Premio del Tempio di Apollo. Tra queste, la Green Project Bardiani Csf Faizanè: di stanza all'Avena Resort di Alanya, a meno di 300 chilometri in linea d'aria dall'epicentro; il team italiano si sarebbe dovuto spostare verso ovest lungo il litorale anatolico per raggiungere Antalya. Invece, se riuscirà a trovare un aereo, tornerà in Italia per mettere subito la testa su UaeTour e Rwanda.
LE FRASI DA BRIVIDI. Da brividi la testimonianza di Alessandro Donati, direttore sportivo della Bardiani: «Noi stiamo bene, essere sul mare quindi su fondo sabbioso forse ha evitato danni. Ma la scossa alle 4,17 ci ha comunque svegliati: è durata più di un minuto, non finiva mai! Ci siamo ritrovati sul lungomare, poi quando il peggio è passato siamo rientrati in albergo, ma abbiamo continuato a sentire scosse durante la mattinata. Quello che sta succedendo nel Paese lo state vedendo nei telegiornali, noi avvertiamo un clima davvero molto triste, vediamo quasi tutti i negozi chiusi e sentiamo tante sirene che si muovono in direzione est e sud. Un'esperienza raccapricciante»
«È ANDATA BENE». Emozioni simili sono state vissute anche da Stefano Giuliani (team manager della Sofer Savini Due Omz): «Fortunatamente è andata bene», dice l’ex professionista pescarese, «ma attorno a noi non facciamo che vedere devastazione. In televisione scorrono immagini di una tragedia senza fine. Pensavo di aver visti tutto dopo pandemia e guerra, ma al fondo non c’è mai fine. Domenica notte ci siamo svegliati e la terra non finiva mai di tremare. Un minuto? No, un’eternità. Abbiamo deciso di restare qualche giorno», conclude Giuliani, «perché qui ovviamente la situazione è abbastanza confusa per via dei soccorsi e della logistica. Nel frattempo ci alleniamo e appena possibile rientreremo».
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