Il raid da De Cecco, re della pasta Emergono possibili analogie
Quella dei D’Andrea non è stata l’unica famiglia di imprenditori presa di mira dai rapinatori in Abruzzo negli ultimi anni. Il blitz dei malviventi nella villetta di Pratola Peligna, la notte tra...
Quella dei D’Andrea non è stata l’unica famiglia di imprenditori presa di mira dai rapinatori in Abruzzo negli ultimi anni. Il blitz dei malviventi nella villetta di Pratola Peligna, la notte tra giovedì e venerdì, è soltanto l’ultimo episodio di una scia di terrore. Lo scorso 23 gennaio salì agli onori delle cronache l’assalto armato nell’abitazione di Montesilvano Colle di Saturnino De Cecco, fra gli azionisti di riferimento della De Cecco, terza azienda al mondo produttrice di pasta. Quattro malviventi, armati di coltelli e di una pistola, hanno terrorizzato l’imprenditore, la moglie e la loro bambina di 7 anni per circa quaranta minuti, portando via orologi di ingente valore e altri gioielli. Poi la fuga, con l'aiuto di un complice. Pochi giorni prima, stesse modalità ma esisto differente a Guardiagrele, in provincia di Chieti, dove l'imprenditore Antonio Giovannelli ha sorpreso i malviventi subito dopo un furto a casa della cugina e li ha messi in fuga. La rapina più cruenta è però quella che avvenne a Lanciano il 23 settembre del 2018 quando un commando di 7 romeni fece irruzione in casa dei coniugi Martelli. Uno dei rapinatori si accanì a pugni contro l'uomo e tagliò parte dell’orecchio alla moglie con una roncola. I 7 sono stati arrestati e condannati a una pena totale di per 49 anni e due mesi. (l.p.)

