Il reddito d’emergenza diventa la novità del decreto Rilancio

15 Maggio 2020

Il nuovo sussidio statale può avere una durata massima di due mesi e oscillerà tra i 400 e gli 800 euro Domande all’Inps entro giugno, va a chi è in condizioni economiche precarie a causa della pandemia

L'AQUILA. L’acronimo è Rem, reddito di emergenza. Ed è una delle novità contenute nel decreto Rilancio, finalizzata a tutelare i nuclei familiari che versano in condizioni economiche precarie a causa dell'emergenza coronavirus. Il sussidio, che oscilla tra i 400 e gli 800 euro, spetta solo ai residenti in Italia con un reddito complessivo inferiore a 15mila euro l’anno e che non percepiscono altre indennità. Potrà essere erogato al massimo per due mesi, come misura di sostegno temporanea. Le domande vanno presentate all’Inps entro giugno.
COS’È IL REM. A dirlo è la stessa definizione scelta dal governo per indicare il sostegno alle famiglie più disagiate, che stanno affrontando l’emergenza coronavirus. La misura è destinata alle fasce di popolazione che, in questo frangente, hanno bisogno di maggiore protezione e non è compatibile con la presenza, nello stesso nucleo familiare, di componenti che siano, al momento della domanda, titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell'assegno ordinario di invalidità, o percettori di reddito di cittadinanza e di misure che hanno finalità analoghe. Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato che «il reddito di emergenza va ad aiutare concretamente chi, oggi, è senza sostegno e può arrivare fino a 840 euro per i nuclei familiari che hanno, al loro interno, parenti disabili o non autosufficienti».
CHI NE BENEFICIA. Per ottenere il reddito di emergenza bisogna possedere, cumulativamente, al momento della domanda, alcuni requisiti: residenza in Italia, verificata con riferimento al componente che ha richiesto il beneficio; un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore al reddito di emergenza spettante; un patrimonio mobiliare familiare, con riferimento all’anno 2019, inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20mila euro. Il massimale è incrementato di 5mila euro in caso di presenza, nel nucleo familiare, di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza. Il paletto fondamentale riguarda la soglia delimitata dal modello Isee, che non può superare i 15mila euro «per andare incontro alle famiglie meno abbienti, che necessitano di un sostegno economico immediato per superare la crisi».
QUANTO SPETTA. Ciascuna quota del Rem è determinata in un ammontare pari a 400 euro, fino a un massimo di due, corrispondente a 800 euro, ovvero fino a un massimo di 2,1 quote, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini del modello Isee. Il reddito di emergenza, nel decreto Rilancio, figura insieme ad altre misure di sostegno e accompagnamento al reddito come aiuti a fondo perduto e sconti fiscali, voucher babysitter raddoppiati fino a 1.200 euro, congedi parentali e bonus da 600 euro.
INCOMPATIBILITÀ. Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato detentivo e coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lungodegenza o in altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o della pubblica amministrazione. Il reddito di emergenza, inoltre, non è compatibile con la presenza, all’interno del nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità previste dal decreto Cura Italia. La misura non può essere associata neppure alla presenza, nello stesso nucleo, di componenti che, al momento della domanda, siano titolari di pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell'assegno ordinario di invalidità o che abbiano un rapporto di lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda sia superiore alle soglie previste. Sono esclusi dal beneficio anche i percettori del reddito di cittadinanza.
COME FARE DOMANDA. Le domande per ottenere il reddito di emergenza vanno presentate all’Inps entro giugno, secondo le modalità stabilite dall’Istituto di previdenza, che predisporrà un apposito modello disponibile, nei prossimi giorni, sul sito dell'ente. Il Rem, infatti, è riconosciuto ed erogato dall’Inps. Per agevolare le procedure, le richieste di accesso al reddito di emergenza possono essere presentate anche nei centri di assistenza fiscale, previa stipula della convenzione con l’Inps, e nei patronati.
CONTROLLI. Per le verifiche del possesso dei requisiti, Inps e Agenzia delle entrate possono interfacciare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare. Nel caso in cui, da verifiche e controlli, dovesse emergere il mancato possesso dei requisiti, al beneficiario viene immediatamente revocata l’indennità, fermo restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le relative sanzioni previste.
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