Il regalo del Festival per la Pineta distrutta Raccolti 60mila euro

16 Settembre 2021

Sospiri: gli eventi sono stati seguiti da ventimila persone Donazioni degli spettatori da 3 a mille euro, più gli sponsor

PESCARA. Dieci giorni di eventi che hanno celebrato Gabriele d'Annunzio. «E non nella dimensione di Fiume, ma come patrimonio italiano riconosciuto, che torna a Pescara come richiamo culturale per tutti». Così il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha tracciato il bilancio del Festival Dannunziano, la rassegna che ha portato a Pescara dal 3 al 12 settembre personaggi di spicco della musica, del teatro, del cinema, della letteratura. Gli eventi, sviluppati principalmente tra tre location, l'Aurum, lo Stadio del Mare e il Teatro d'Annunzio, sono stati anche l'occasione per una maxi raccolta fondi destinata alla riserva di Pescara devastata dal rogo del primo agosto.
«Oltre ventimila persone hanno assistito a decine di spettacoli ed eventi, convegni e concerti», ha sottolineato Sospiri, affiancato dal sindaco Carlo Masci e dal consulente artistico della rassegna Angelo Valori. «Circa 60mila euro sono stati raccolti in favore della Pineta di Pescara, grazie al contributo di circa duemila cittadini che hanno versato tra i 3 e i mille euro, ma anche grazie al sostegno degli sponsor e a un avanzo del festival», ha proseguito Sospiri svelando la somma destinata alla rinascita del polmone verde della città dopo l’incendio del primo agosto.
La manifestazione è costata complessivamente 375mila euro. Di questi 150mila euro sono stati stanziati da partner privati; 150mila erano fondi della Regione, di cui 60mila euro riservati solo alle misure anti-Covid, più 75 mila euro circa provenienti dal Comune e destinati per lo più a costi tecnici. «D’Annunzio è tornato a essere un uomo di letteratura finalmente spogliato da etichette e pregiudizi e in cui tutti si possono e si devono riconoscere, indipendentemente da come si vota», ha evidenziato il presidente. «Abbiamo avuto appuntamenti unici, eccezionali, come la Regata che è importante per le sue connessioni con la figura di d’Annunzio, ma anche perché ci ha permesso di valorizzare il nostro porto turistico che vogliamo rilanciare come elemento di attrattività per la città, o anche la manifestazione sulla pittura dell’800 e Michetti, giusto prologo all’inaugurazione del Museo dell’800 che avrà sede stabile a Pescara».
«Ora l’obiettivo», ha annunciato, «è di saldare alla kermesse le grandi manifestazioni, il Pescara Jazz, il Premio Flaiano, il Festival di Musica Pop, con il Festival dannunziano che deve diventare l’evento culturale capace di aggregare, sostenendo la candidatura di Pescara a ‘Capitale della Cultura e del Libro per il 2026».
Con il Festival si è chiuso ufficialmente il calendario estivo del capoluogo adriatico e il sindaco si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Rileggere le polemiche di inizio estate sulle presunte poche attività di intrattenimento che avremmo avuto a Pescara fa sorridere», ha detto Masci. «Pescara si conferma come una città di grande attrazione e il Festival dannunziano è stata la ciliegina sulla torta anche grazie allo spessore dei personaggi. Pescara generalmente era considerata una città bella, ma anonima. Oggi ha una sua identità chiara di città di d’Annunzio», ha concluso il primo cittadino.
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