Il reparto di Medicina eccellenza per gli interventi al fegato

L’ospedale San Massimo di Penne e il policlinico Gemelli di Roma collaborano alla selezione e alla cura dei pazienti da sottoporre a trapianto. L’elogio dell’associazione trapiantati: «Servizio da difendere»
PENNE. In attesa che la Regione Abruzzo riorganizzi la rete ospedaliera regionale, l’unità operativa complessa di Medicina del San Massimo di Penne spicca per professionalità, assistenza e servizi offerti ai pazienti.
Nonostante le tante difficoltà organizzative partite negli ultimi anni, la Medicina pennese porta infatti avanti una proficua collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma. I medici Dante Orlando e Guido Delle Monache, insieme a tutto il loro staff, hanno ottenuto risultati importantissimi soprattutto con i pazienti selezionati per il trapianto di fegato, seguiti in follow up post trapianto grazie alla preziosa collaborazione della Medicina del Trapianto di Fegato del Gemelli di Roma.
A livello regionale la Medicina dell’ospedale San Massimo offre tra l’altro un servizio di assoluta eccellenza per ciò che riguarda il trattamento con radiofrequenze delle neoplasie primitive e secondarie del fegato. L’attività si è arricchita ultimamente anche nel campo della diagnostica e nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Il day hospital, inoltre, permette controlli ambulatoriali che facilitano il trattamento dei pazienti che non necessitano di un ricovero ordinario.
Fianco a fianco del reparto di Medicina del San Massimo, soprattutto per quanto riguarda il trattamento dei malati di fegato, opera anche l’associazione Italiana trapiantati epatici (Aitf). «Siamo vicini alle esigenze peculiari dei pazienti epatopatici, in una collaborazione fattiva con il day hospital di Medicina del San Massimo. Il nostro auspicio è che il patrimonio umano e professionale in questa realtà del presidio pennese non venga disperso, ma difeso e necessariamente potenziato dalla direzione generale. Il grande lavoro svolto dalla Medicina di Penne è la dimostrazione che anche in centri ospedalieri periferici si possono ottenere ottimi risultati, grazie soprattutto ai professionisti che ogni giorno cercano di fare del proprio meglio per offrire un servizio soddisfacente ai pazienti», ha commentato la presidente regionale dell’associazione Aitf, Liliana Abbondio.
Adesso la palla passa alla Regione Abruzzo che, a breve, dovrà dare risposta alla proposta di rimodulazione sanitaria regionale avanzata dai sindacati. Per l’ospedale San Massimo di Penne le sigle sindacali hanno chiesto in maniera unitaria una classificazione come ospedale di base, non più come ospedale di zona disagiata. Qualora la richiesta messa per iscritto dai sindacati venisse accolta dalla Regione, il presidio sanitario pennese potrebbe tornare a contare su un numero di posti letto più che raddoppiato. Dai circa 52 posti letto attuali il San Massimo passerebbe a ben 120.

