Il reparto di Ortopedia scoppia E adesso interviene la Regione

I 40 posti letto non riescono a far fronte alle urgenze e aumentano le attese in pronto soccorso Sopralluogo in ospedale dell’assessore Verì: «Subito una corsia dedicata per gli interventi al femore»
PESCARA. Il reparto di Ortopedia e Traumatologia scoppia, all’ospedale di Pescara. I 40 posti letto sono costantemente tutti occupati e ci sono anche pazienti in più rispetto al previsto, in media 4 o 5 ogni giorno, anche se poi il soprannumero viene smaltito in genere nell’arco di 48 ore, più o meno. Chi resta indietro, e passa in secondo piano rispetto alle urgenze che si presentano quotidianamente con l’arrivo dei traumatizzati di un certo rilievo, sono i pazienti da sottoporre ad intervento al femore, vale a dire molti anziani, che sono costretti ad attendere il proprio turno al pronto soccorso. «È un grande problema», commenta l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì che nei giorni scorsi ha affrontato queste ed altre questioni durante un sopralluogo al pronto soccorso, dove è stata accolta dal manager della Asl Vincenzo Ciamponi e dal personale della struttura. In quella occasione, è stata individuata una possibile soluzione, vale a dire la creazione di «una corsia apposita, dal punto di vista degli interventi, da riservare a chi deve essere sottoposto ad interventi al femore, tanto più che si tratta di indicatori di attività sanitaria» e questo è un motivo per «non trascurare il problema», fa presente sempre l’assessore. L’iper afflusso in Ortopedia e Traumatologia, dove arrivano casi da trattare con urgenza anche dalla costa teramana e dalla provincia di Chieti, ad esempio in conseguenza di incidenti stradali, costringe spesso il personale a cercare posti disponibili in altri ospedali, non solo Penne e Popoli ma anche Atri, se non più lontano, ma non sempre è facile individuare letti liberi. Il tutto pieno dell’Ortopedia «incide sul pronto soccorso», fa notare Verì, «perché molti restano al pronto soccorso in attesa di entrare in reparto».
C’è anche un’altra questione prioritaria da affrontare, messa a fuoco sempre durante la visita dell’assessore al pronto soccorso, da anni caratterizzato da grandi numeri, come afflusso. Ma a fronte degli accessi record, specie nel periodo estivo, l’erogazione dei servizi è limitata da una carenza di personale e da uno scarso assorbimento da parte dei reparti, che rappresentano un freno enorme al buon funzionamento della struttura.
Da qualche mese è stato messo a punto un piano articolato, per rendere il lavoro più fluido e ridurre i tempi di attesa dei pazienti, che talvolta aspettano giorni prima di essere collocati in reparto. Accade, ad esempio, a è destinato al ricovero in Geriatria, altro reparto che non sempre assorbe rapidamente tutti gli accessi.
«È prevista l’apertura della lungodegenza a Penne», con venti posti letto, spiega l’assessore. «E quindi dopo una prima fase di trattamento all’ospedale di Pescara i pazienti potranno essere destinati agli ospedali spoke, cioè le strutture territoriali, in questo caso Penne». Ora bisogna solo attendere che venga individuato il personale da destinate alla lungodegenza.
«Ho voluto dare un segnale importante di presenza», dice l’assessore che ha affrontato anche altri temi, dall’unificazione del 118 di Pescara con quello di Chieti, alla riattivazione dell’elisuperficie che si trova a fianco all’ospedale di Pescara (si attende una ispezione).
Durante la sua permanenza al pronto soccorso l’assessore alla Salute non ha trovato molte persone in attesa, «non c’era una situazione particolare», ha detto lei stessa sottolineando che «c’è ancora e si sta affrontando il problema del personale».
Per contenere gli accessi, e destinare una parte dei pazienti agli altri ospedali della provincia, se non della regione, la Asl ha pubblicato sul sito internet una sezione sulla “Situazione del pronto soccorso” dove è possibile leggere in tempo reale quante persone sono presenti, distinte per codice, e quante sono in trattamento.

