«Il richiamo è a fine maggio Non mi sento ancora sicura»

7 Marzo 2021

PESCARA. «Vaccinarsi è un diritto, ma anche un dovere. È un atto per proteggere noi stessi, ma anche gli altri. Specie le categorie fragili». Felicia Cupelli ne è più che convinta. Venerdì pomeriggio...

PESCARA. «Vaccinarsi è un diritto, ma anche un dovere. È un atto per proteggere noi stessi, ma anche gli altri. Specie le categorie fragili». Felicia Cupelli ne è più che convinta. Venerdì pomeriggio è stata una delle 360 persone, tra insegnanti e collaboratori scolastici, che si sono sottoposti al vaccino al Pala Dean Martin di Montesilvano. Originaria della Calabria, insegnante di Matematica e scienze alla scuola media Tinozzi di Pescara e referente Covid per tutto il comprensivo 8, la professoressa che oggi ha 56 anni, fino all’età di 45 anni è stata ricercatrice in Biologica molecolare. «Sono laureata in Scienze biologiche e ho un dottorato di ricerca in Medicina interna e Immunologia applicata. Questa formazione mi ha permesso di arrivare alla vaccinazione preparata, informata, e assolutamente entusiasta e contenta di andare», afferma. Per lei al momento non sembrano essere emersi sintomi di alcun genere post somministrazione. «La vaccinazione è importantissima per frenare l'epidemia, mentre per fermare la pandemia bisognerà andare oltre. È un primo scalino verso lo stop a questo virus. Tuttavia se devo guardare da un punto di vista scolastico, non credo che sia un salva tutti», chiarisce la docente. «Quella che abbiamo ricevuto è solo la prima dose, quindi significa che non abbiamo ancora una protezione massima. Questo dipende anche dal titolo anticorpale che ciascun individuo raggiunge dopo la prima somministrazione. Al momento non si può dire di aver risolto il problema».
Per la professoressa Cupelli la riapertura delle scuole è prematura, anche dopo la prima fase vaccinale. «Abbiamo paura», confessa, «e non ci sentiamo sicure di rientrare nemmeno tra due settimane a scuola. Siamo nelle stesse condizioni di prima, con una piccola percentuale di protezione, che varia da persona a persona». Per la referente Covid occorre ripensare alla riapertura possibile dal 15 marzo delle scuole della regione. «Bisogna rifletterci bene», sottolinea. «Soprattutto ora che c'è la variante inglese maggiormente diffusa tra i ragazzi che davvero rischiano di portare in giro il virus. Abbiamo visto che è difficilissimo mantenere la situazione sotto controllo. Nonostante nella nostra scuola, le cose non siano andate male. Con molta fatica siamo riusciti a contenere la situazione. Ma lo abbiamo fatto perché ci siamo presi la responsabilità di adottare determinati provvedimenti, disponendo le quarantene in via precauzionale, che ci hanno permesso di limitare eventuali contagi. Sono certa che al di là delle somministrazioni delle prime dosi, le cose dal 15 possono tornare esattamente com'erano prima. Siamo seriamente preoccupati di questo possibile rientro. La didattica a distanza a livello tecnico funziona benissimo.Sappiamo che per i ragazzi è molto difficoltosa, però diamo il tempo fisiologico a questo vaccino di raggiungere almeno un 40 per cento di azione e dopo riapriamo. Oggi non c'è questa necessità», conclude. Il richiamo per Felicia Cupelli è previsto per il 28 maggio. (m.pa.)