Il ricordo dei colleghi e il suono dei fischietti per l’addio a D’Alonzo

21 Dicembre 2018

MONTESILVANO. Il suono dei fischietti nella piazza silente, il ricordo commosso del comandante Nicolino Casale, le lacrime e gli abbracci dei colleghi, lo sguardo smarrito di amici e familiari. È...

MONTESILVANO. Il suono dei fischietti nella piazza silente, il ricordo commosso del comandante Nicolino Casale, le lacrime e gli abbracci dei colleghi, lo sguardo smarrito di amici e familiari. È stata una cerimonia suggestiva e ricca di emozioni quella celebrata ieri mattina nella chiesa di Sant’Antonio a Montesilvano per dare l’ultimo saluto a Sergio D’Alonzo, il maresciallo della polizia municipale morto di infarto a soli 55 anni mentre stava trascorrendo una serata a Silvi. Ad accompagnarlo in questo ultimo viaggio terreno, sono stati l’ex moglie Ornella, la figlia della donna Melania, che D’Alonzo aveva cresciuto come un padre, e il figlio ventenne dell’uomo, Francesco, che vive a Milano ma con il quale il maresciallo aveva un ottimo rapporto, tanto da trascorrere con lui le ultime vacanze estive. Ma a non far mancare la propria presenza nella chiesa del centro è stata soprattutto la sua seconda famiglia, il Comando di Montesilvano, dove D’Alonzo era entrato appena ventenne nel 1982, come vigile stagionale estivo, per poi diventare effettivo nel 1986, e che fino alla scorsa settimana lo ha visto impegnato ogni giorno all’Ufficio contravvenzioni.
Una grande e unita famiglia che ha organizzato per lui, sotto la regia dell’amico fraterno Casale, sia la camera ardente nella casa funeraria Mambella che il funerale, entrambi con tanto di picchetto d’onore e di gonfalone della città. Un omaggio doveroso per una persona stimata e apprezzata da tutti - compresi gli utenti che andavano a pagare le multe e ai quali dispensava consigli - soprattutto per il suo carattere allegro e mite. A ricordare la solarità di D’Alonzo anche il sacerdote, don Nando Pallini, durante la sua omelia. «Mi hanno raccontato che Sergio aveva un sorriso disarmante e che non si arrabbiava mai con nessuno», ha sottolineato il parroco. Commosso e toccante anche il saluto che il comandante Casale ha rivolto al collega di una vita, con il quale aveva iniziato il suo percorso nella polizia locale 36 anni fa. «Ho perso un fratello, ma anche l’unica persona con cui non sono mai riuscito a litigare», ha sottolineato il tenente, trattenendo a stento le lacrime. «E sono certo che quando un domani ci rincontreremo, mi accoglierà con un sorriso e mi dirà: “Hai visto? Neanche la morte è poi così brutta”». Il feretro è stato, infine, salutato dal suono dei fischietti di tutti i colleghi presenti, prima di essere scortato al cimitero di Montesilvano da due agenti in moto. (a.l.)