Il ricordo delle Donne del vino: legata al suo Abruzzo

Al Vinitaly l’ultimo incontro con la sommelier. La giornalista Gomez: quando tornava faceva sempre il giro delle cantine
PESCARA. Il legame di Donatella Briosi con Pescara e l’Abruzzo non si è mai affievolito. Da trent’anni la sommelier che aveva studiato all’istituto “Tito Acerbo” era lontana dalla città adriatica, essendosi trasferita a Udine. Lì ha vissuto con il suo secondo marito, Giuliano Cattaruzzi, da cui era separata da circa otto anni e che ieri è diventato il suo carnefice. Sentendo forte l’attaccamento alla terra d’origine, Donatella, iscritta alla delegazione del Friuli dell’associazione nazionale “Le donne del vino”, si era messa in contatto con la delegazione abruzzese, guidata da Jenny Viant Gomez. E solo pochi giorni fa le due si sono incontrate a un tour per i giornalisti “Terre di Pisa”. Ora, ripensando a quei giorni trascorsi insieme «con cordialità e giovialità», la rappresentante abruzzese dell’associazione non riesce a credere che Donatella sia morta in maniera così atroce. «Era ben voluta da tutti perché era sempre allegra, sempre positiva e ottimista. E in un ambiente competitivo come quello del vino, peraltro animato dalle donne, è raro trovare una persona del genere. E posso assicurare che non sono parole di circostanza». Era noto che la sommelier fosse legata all’Abruzzo. «Quando veniva qui faceva il giro delle cantine ed era sempre partecipe alle manifestazioni organizzate in questa regione, oltre che entusiasta. Era orgogliosa delle sue origini e rivendicava l’appartenenza a questa terra».
Nel momento in cui si è diffusa la notizia del femminicidio, la delegazione abruzzese de “Le donne del vino”, ha condiviso su Facebook il post pubblicato su Facebook dall’associazione nazionale per salutare Donatella. La 64enne uccisa dall’ex marito è stata definita nel messaggio di addio «una grande» rappresentante di questa realtà: «solare, generosa, costruttiva, piena di voglia di fare». E l’associazione abruzzese ha voluto sottolineare il suo affetto per Pescara. «Non perdeva occasione per stare insieme a noi», ha scritto su Facebook il gruppo fondato in questa regione. «Dispensava sorrisi e aveva sempre una parola di incoraggiamento per tutti. Amava le persone. Ci mancherà!».
È senza parole anche Stefania Bosco. Che parla della vittima di questo «ennesimo femminicidio» come di «una donna meravigliosa, solare, dolcissima che amava la vita e che, con grande passione, apportava la sua professionalità alla nostra amata associazione. Basta, basta, basta!», scrive la Bosco sulla sua bacheca pubblicando l’ultima foto di gruppo in cui compare anche Donatella. Le due si sono viste l’ultima volta a Verona, al Vinitaly, e Bosco porta con sé il ricordo di una donna «meravigliosa. Era solare, sempre sorridente, affettuosa». Era stata Donatella, anni fa, a mettersi in contatto con la Bosco perché ricordava che i rispettivi papà si conoscevano. «Eravamo entrate subito in sintonia. Lei era legata alla nostra delegazione e ci frequentava per il suo legame all’Abruzzo». Poi le riflessioni sulla morte assurda della sommelier. «Questi fatti lasciano senza parole. Non c’è un perché su quello che sta accadendo. Mi sento impotente», conclude Bosco. Conserva una bella immagine di Donatella anche Cristina Cataldi che l’ha conosciuta da ragazzina. «È sempre stata una persona molto aperta, serenissima, solare. Una persona speciale, molto attiva su tutti i fronti, buonissima e molto impegnata nell’attività della famiglia». Nel mondo del vino le reazioni di stupore e dolore si sono susseguite, ieri. E la delegazione abruzzese vorrà salutare Donatella al suo ritorno in Abruzzo. Sarà un saluto, dice Viant Gomez, «per pronunciare un “no” forte alla violenza sulle donne».
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