Il ricordo delle figlie «Il mare e l’Abruzzo erano i suoi amori»
PESCARA. «Il papà ideale. Il migliore che si può desiderare». È pieno di dolcezza, il ricordo di Raffaella e Simonetta, le figlie di Giuseppe Quieti. Che somma alla forza, alla tempra e alla cultura...
PESCARA. «Il papà ideale. Il migliore che si può desiderare». È pieno di dolcezza, il ricordo di Raffaella e Simonetta, le figlie di Giuseppe Quieti. Che somma alla forza, alla tempra e alla cultura che caratterizzavano il Peppino Quieti pubblico l'affettuosità di un papà che alle sue due figlie «non ha mai fatto mancare nulla, sotto tutti i punti di vista. Soprattutto emotivamente», raccontano. «È stato un padre sempre molto presente, fino agli ultimi giorni della sua vita. Quando eravamo adolescenti, lui è stato deputato e quindi per tutta la settimana viveva a Roma. Anche se fisicamente era con noi solo nel week end, lui c'era sempre comunque. Era un papà che ti abbracciava, ti baciava. Quando stavamo fuori, ad esempio, ci chiedeva sempre quando saremmo rientrate e ci sottolineava quanto gli mancassimo».
Quella presenza non si tramutava mai in invadenza però e ha sempre lasciato libere le due figlie di fare le loro esperienze. «Io ho studiato a Teramo e vivo a Pescara», rivela Simonetta Quieti, «quindi sono sempre stata molto vicina a mio padre e mia madre. Mia sorella Raffaella ha studiato a Roma e poi si è trasferita subito all'estero e ora da anni vive a Londra, ma lui ci ha sempre lasciate libere di scegliere. Ha creduto molto in noi, ci consigliava, ci instradava. Era sempre dietro di noi per sostenerci». Giuseppe Quieti era un uomo di cultura che amava profondamente scrivere. Raffaella come il papà fa la giornalista e ha ereditato da lui la passione per la scrittura. Quella per la lettura Quieti è riuscito a trasferirla a entrambe.
«Era il tipo di persona che regalava molto i libri», continuano Raffaella e Simonetta. «A noi e alle altre persone. Era un uomo colto e teneva che sia noi figlie e poi i nipoti, coltivassimo la passione per la lettura». Gli altri grandi amori di Quieti erano il mare e l'Abruzzo. «Nella sua vita è stato sempre presente il mare e ci ha trasmesso questo amore. Sapeva tutto della nostra regione. In qualsiasi posto andavamo, lui lo conosceva e ci raccontava tante cose», proseguono. La dolcezza di Quieti papà si è ancor più acuita con i tre nipoti, James e Alexander, che vivono a Londra, e Stefano, che invece vive a Pescara. «A tutti e tre raccontava tanto dell'Abruzzo e della sua vita. Aveva storie divertentissime sulle campagne elettorali e ricordava spesso un episodio avvenuto durante la guerra. Di quella volta in cui lui e altri amici avevano in programma di andare a Roseto (nostra nonna era originaria di lì), ma lui voleva raccogliere le ciliegie e così costrinse tutti ad andare in un altro luogo. Quel giorno Roseto venne bombardata e così lui e i suoi amici si salvarono. In casa nostra si rideva molto e si facevano molte battute, ma di discorsi futili se ne facevano pochi».
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